Dimissioni telematiche obbligatorie per gli apprendisti?

Dimissioni telematiche obbligatorie per gli apprendisti?

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L’obbligo di dimissioni telematiche vale anche per gli apprendisti al termine del loro periodo di apprendistato?
Prima di rispondere alla domanda è bene ricordare che, al termine del periodo di apprendistato, le parti possono recedere dal contratto, ma se nessuna delle parti recede, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (articolo 42, comma 4, decreto legislativo 81/2015). Vale la pena anche sottolineare che, per questo tipo di recesso, non è richiesta alcuna motivazione.
Recentemente il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha pubblicato sul sito www.cliclavoro.gov.it un aggiornamento che riguarda proprio il quesito proposto, ovvero se tali dimissioni debbano essere prodotte per via telematica così come stabilito dalla nuova procedura, entrata in vigore con decorrenza 12 marzo, dal cosiddetto Decreto Semplificazioni.
Tale normativa ha posto l’obbligo, in capo al lavoratore che intende recedere dal rapporto di lavoro, di trasmettere il modulo di dimissione o risoluzione consensuale del rapporto di lavoro stesso utilizzando la forma della modalità telematica al Ministero del Lavoro, pena l’inefficacia della risoluzione.
Con la sua recente indicazione il Ministero ha inoltre chiarito che anche il recesso dell’apprendista si deve manifestare attraverso la procedura telematica, in quanto si tratta di un rapporto di lavoro subordinato.
A ciò si deve aggiungere che la legge di riferimento elenca in modo assolutamente esplicito le fattispecie per le quali non viene applicata la procedura di trasmissione telematica, senza citare fra esse il recesso dell’apprendista.
Il che non fa che avvalorare quanto sostenuto, ovvero che la trasmissione debba avvenire attraverso la rete trasmettendo il modello direttamente dotandosi di PEC, Pin INPS e credenziali di accesso al portale Cliclavoro oppure rivolgendosi ad uno dei soggetti abilitati individuati dalla norma, vale a dire patronati, organizzazioni sindacali, enti bilaterali o commissioni di certificazione.


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