Revoca del provvedimento di sospensione, chi paga?

Revoca del provvedimento di sospensione, chi paga?

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In caso di sospensione dell’attività imprenditoriale, per ottenere la revoca del provvedimento, deve pagare l’impresa o il legale rappresentante?
Un chiarimento in tal proposito è arrivato proprio in questi giorni dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: le somme, in materia di revoca della sospensione dell’attività imprenditoriale, devono essere pagate solo dall’impresa e non possono essere richieste al legale rappresentante, poiché la natura del debito pecuniario è quella di somma aggiuntiva e non di sanzione amministrativa.
Si tratta di un pagamento previsto dalla normativa al fine di riprendere la propria attività imprenditoriale dopo che essa sia stata sospesa in virtù dell’applicazione della normativa che la prevede nei casi di impiego di personale non risultante nella documentazione obbligatoria (in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro) oppure di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e delle politiche sociali.
In questi casi, l’ispettore adotta il provvedimento di sospensione e l’imprenditore è di fatto tenuto a regolarizzare i lavori e le violazioni in materia di sicurezza, oltre a pagare una somma determinata per ottenere la revoca del provvedimento di sospensione e riprendere la propria attività imprenditoriale.
L’importo da pagare per ottenere la revoca della sospensione dell’attività (euro 2000 per l’impiego di lavoratori in nero, ed euro 3200 per le violazioni alle misure di sicurezza) è stato sdoppiato in due quote.
Il 25 per cento è da pagare subito per ottenere il provvedimento di revoca mentre il restante 75 per cento (cui aggiungere una maggiorazione del 5 per cento per gli interessi) è invece da pagare entro sei mesi dall’accoglimento dell’istanza di revoca.
Il ministero chiarisce anche che questa somma residua da pagare è addebitata soltanto all’impresa e non può quindi essere richiesta al legale rappresentante.
Una volta ottenuta la revoca, infatti, l’imprenditore può dimostrare un minore interesse a pagare le somme aggiuntive residue.

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