Giallo a Cislago. Trovato morto accoltellato su una panchina

Giallo a Cislago. Trovato morto accoltellato su una panchina

Janell Chamkhi, tunisino senza dimora di 25 anni, è stato ritrovato ferito e già senza sensi. Nessuna traccia del suo assassino. I carabinieri seguono la pista di una serata alcolica finita con una tragica lite

CISLAGO - Mezzanotte di sangue nel cuore di Cislago: un tunisino di 25 anni, Janell Chamkhi, irregolare sul territorio nazionale e senza fissa dimora, già noto alle forze dell’ordine per alcuni precedenti legati a piccoli reati contro il patrimonio, è stato accoltellato ed è morto su una panchina. I fatti si sono svolti ieri, pochi minuti dopo la mezzanotte in viale Quattro Novembre a poche decine di metri dalla caserma dei carabinieri della stazione di Cislago.

Per il momento non sono ancora chiare le circostanze dell’omicidio, ma secondo le prime sommarie ricostruzioni il giovane nordafricano sarebbe stato raggiunto alla gola e alla clavicola da due fendenti che non gli hanno lasciato scampo. In particolare la ferita più profonda sarebbe quella che si è aperta all’altezza della clavicola, tra la spalla e il collo.

È successo lì?

L’uomo avrebbe subito perso una quantità vitale di sangue, tanto che quando è stato raggiunto dai soccorsi pare fosse già privo di sensi. Di lì a pochi minuti il tunisino è poi deceduto.

Cosa sia successo, almeno per il momento, non è molto chiaro. Perchè è stato affrontato e accoltellato? E soprattutto, è successo proprio lì sulla pubblica via? Sono molti i dubbi sui quali si sta cercando di fare chiarezza. È molto probabile che l’accoltellatore, al momento in fuga, frequenti lo stesso ambiente nel quale bazzicava la vittima. Si tratta forse di un altro nordafricano che conosceva Chamkhi. Un uomo che chissà magari viveva nello stesso contesto di clandestinità e che forse si muoveva come un’ombra tra il Saronnese e le vicine province di Como e Milano.

Resa dei conti o litigio

Ma perchè sferrare le coltellate mortali? Potrebbe trattasi di una resa dei conti, legata al mondo che le persone coinvolte frequentavano, o in alternativa, e questa al momento sembra l’ipotesi più probabile, a un litigio scoppiato per futilissimi motivi, per colpa magari dell’alcol consumato.

Pare, infatti, che nella zona che gravita attorno alla panchina dove è stato ritrovato senza vita il corpo del 25enne fossero disseminati numerosi cocci di bottiglie di birra. Una lite ad alta gradazione alcolica culminata con i due fendenti letali? Anche questa è un’ipotesi che sarebbe al vaglio degli investigatori.

A caccia di indizi

Cosa possa poi aver innescato la mano dell’omicida è un rebus che al momento non è stato sciolto. L’allarme sarebbe stato lanciato da un passante. In pochi minuti sul luogo dell’omicidio si sono concentrate le ambulanze del 118. Sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Saronno, insieme al personale della Scientifica del Reparto Operativo dei carabinieri di Varese. Gli investigatori si sono soffermati a lungo nella zona dove sono stati completati i rilievi tecnici in modo da fare piena luce sulle circostanze dell’accaduto.

Sarebbero state sentite dagli inquirenti anche numerose persone per definire meglio il contesto nel quale viveva il tunisino e per cercare qualche elemento utile a ricostruire quanto successo. Le cause del decesso saranno invece chiarite con esattezza nelle prossime ore quando verrà effettuato l’esame autoptico sul corpo della vittima. Sta di fatto che, al momento, la caccia all’assassino prosegue in ogni direzione.


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