Abusi sessuali sulla figlia. Il papà: «Sono impotente»
Ad accorgersi che qualcosa non andava sono state le insegnanti e la madre

Abusi sessuali sulla figlia. Il papà: «Sono impotente»

In tribunale - Uomo a processo con l’accusa di violenza, la compagna per maltrattamenti. I fatti dal 2009 al 2012

VARESE - A processo per aver abusato sessualmente della figlia, si difende dichiarandosi “impotente”. Sul banco degli imputati anche la nuova compagna dell’uomo (matrigna della piccola) accusata di maltrattamenti nei confronti della bambina. Uno spaccato familiare che, se confermato da una sentenza di condanna, appare ai confini della realtà. Un’accusa portata davanti al collegio giudicante del tribunale presieduto da Anna Azzena.Secondo la procura di Varese (fu Massimo Baraldo a dare il via all’inchiesta oggi affidata al pm Annalisa Palomba) i fatti risalgono al periodo tra il 2009 e il 2012, i presunti abusi avrebbero avuto inizio quando la bambina aveva appena otto anni. I genitori all’epoca si separarono, la madre si trasferì a Roma con un nuovo compagno. La bimba restò a vivere con il padre a Varese per evitare che subisse un trauma ulteriore. Fu a quel punto, però, che avrebbero avuto inizio le presunte violenze. Il padre avrebbe abusato di lei sessualmente costringendola a palpeggiamenti e strofinamenti sino a giungere ad avere con la ragazzina rapporti completi. La ragazzina ha anche dichiarato che il padre la costringeva a guardare film pornografici con lui. Film che gli inquirenti hanno trovato nel Pc in uso all’uomo. Sull’altro fronte c’erano invece i presunti maltrattamenti attribuiti alla nuova compagna del padre della piccola che avrebbe utilizzato punizioni esemplari come quella di rovesciare sulla testa della bimba della candeggina. La bimba si è chiusa sempre più in se stessa. Si ammalò di bulimia e perse 12 chili in pochi mesi. Smise di lavarsi, di studiare, di mangiare e di frequentare la suola regolarmente.Ad accorgersi che qualcosa non andava furono in prima battute le insegnanti. Poi fu la madre della piccola, oggi affidata a una comunità protetta, a rendersi conto di un disagio pesante. La bimba, al termine di ogni periodo trascorso a Roma con la madre, non voleva mai tornare a casa a Varese implorando di non rimandarla dal padre. A poco a poco i familiari fecero breccia nel dolore della ragazzina; fu il nonno materna infine a ricevere una confessione devastante.E partirono le denunce. Sfociate nel processo ora in corso. Ieri la difesa ha chiesto di ascoltare un teste fondamentale. Un medico che, in base a come è stata impostata la linea difensiva, dichiarerà in aula che il presunto padre-orco è impotente e che quindi non avrebbe potuto abusare della bimba.L’uomo testimonierà il 31 marzo. Il 12 maggio infine il processo sarà discusso e si arriverà probabilmente a sentenza. La bimba, che oggi ha 15 anni, nel frattempo ha iniziato un lungo percorso di terapia per poter superare la vicenda che ha alla fine denunciato. Secondo gli inquirenti le accuse della ragazzina sono credibili. E credibili le ha giudicate anche il gup che ha rinviato a giudizio il padre e la nuova compagna.


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