Amianto all’ex Aermacchi: l’area  andrà bonificata
La bonifica dell’area di via Sanvito Silvestro, in ultima istanza, dovrebbe essere effettuata dal Comune

Amianto all’ex Aermacchi: l’area

andrà bonificata

Operazione da 500mila euro. Se la proprietà non interverrà, dovrà pensarci il Comune

Amianto all’ex Aermacchi: indagato Gianfranco Castiglioni ed è pronto il decreto penale. L’ex patron della pallacanestro Varese, iscritto nel registro degli indagati per non aver ottemperato all’ordinanza comunale che gli intimava di bonificare l’area di via Sanvito Silvestro, dovrà bonificarla. Il costo dell’operazione si aggira intorno ai 500mila euro. Qualora la proprietà non provvederà alla messa in sicurezza dell’ex sito produttivo sarà il Comune a dover intervenire. L’amministrazione potrà quindi rivalersi sulla proprietà aggredendone i beni: nel caso specifico potrà esigere il trapasso di parte dell’area. L’amministrazione aveva sporto denuncia a inizio gennaio dopo l’ennesimo provvedimento amministrativo andato disatteso. Da anni la situazione dell’ex Aermacchi viene segnalata dai cittadini: l’ampio complesso è ridotto praticamente alla fatiscenza.

Ampie porzioni della copertura sono sfondate in diversi punti, mentre almeno il 30% dei tetti è coperto di amianto. Da mesi la struttura viene definita “bomba ecologica” sia dai cittadini che dagli amministratori.Se è vero infatti che il perimetro è circoscritto e l’amianto non emette radiazioni, è altrettanto vero che l’eternit lasciato alle intemperie senza che venga eseguita manutenzione o che ne venga fissata la superficie, rilascia pericolosissime fibre nell’aria. E il polo produttivo è nel bel mezzo di un’area residenziale molto popolosa.

Il Comune ad inizio gennaio 2015 non aveva più esitato denunciando in procura l’inottemperanza alle diverse ordinanze emanate.

Il pubblico ministero Annalisa Palomba ha quindi iscritto Gianfranco Castiglioni, legale rappresentate del Gruppo Casti a cui il complesso fa capo, nel registro degli indagati. Paradossalmente il reato inizialmente contestato non ha natura ambientale: non esiste infatti un reato specifico per la mancata bonifica di amianto. La procura, dunque, contesta a Castglioni il reato di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, in seguito all’inottemperanza dell’ordinanza comunale che gli intimava l’immediata bonifica delle parti in amianto dello stabile.L’operazione ha un costo rilevante: mezzo milione di euro più o meno. Come è noto il Gruppo Casti è stato dichiarato fallito dal tribunale di Varese ed è al momento sotto la tutela del curatore fallimentare. L’iscrizione nel registro degli indagati, nel caso dell’amianto ex Aermacchi, è stata immediata. Molto rapida anche l’indagine: la procura ha richiesto al Comune di produrre le ordinanze disattese. Documenti che dagli uffici di Palazzo Estense sono stati rapidamente forniti. L’inchiesta è praticamente terminata. n


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