Anche un varesino nel caso Finlombarda

Anche un varesino nel caso Finlombarda

Indagato Danilo Maiocchi, membro del Comitato di indirizzo della Varese Sport Commission

Il direttore generale del settore Sviluppo economico di Regione Lombardia e presidente di Explora Danilo Maiocchi è indagato dalla procura di Milano con l’accusa di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Maiocchi, 54 anni, è varesino, originario di Gavirate, fa parte del Comitato di indirizzo della Varese Sport Commision, organo promotore di turismo, sport e eventi in provincia di Varese, in seno alla Camera di Commercio cittadina. Indagato con lui anche Marco Nicolai, ex direttore generale di Finlombarda (società finanziaria della Regione) e, per corruzione, anche il consigliere di Finlombarda Marco Cirillo.

Ma sarebbero numerosi gli iscritti nel registro degli indagati.L’indagine dei pm Paolo Filippini e Roberto Pellicano riguarderebbe la gestione di finanziamenti agevolati con fondi pubblici concessi da Finlombarda ad alcune imprese. La Guardia di finanza di Varese ha effettuato ieri una serie di perquisizioni nella sede dell’assessorato a Palazzo Lombardia, a casa di Maiocchi e a Finlombarda. Secondo l’ipotesi degli inquirenti, che indagano su centinaia di finanziamenti agevolati concessi dal 2012 in avanti ad imprese con fondi della Regione, a Maiocchi sarebbero riconducibili alcune società di “mediazione”. Società a cui si sono rivolte numerose imprese per presentare le domande (andate a buon fine) di credito agevolato a Finlombarda, la società che gestisce l’accesso ai finanziamenti erogati dalla Regione.

L’ipotesi, quindi, è che Maiocchi da un lato farebbe parte dell’ente regionale che stanzia i fondi per i finanziamenti e, dall’altro, gestirebbe anche le società che si interfacciano con Finlombarda per far ottenere i crediti. Tra l’altro, molte delle imprese che hanno ottenuto i crediti agevolati, secondo le indagini, o sono fallite o non hanno restituito i finanziamenti. Secondo i dati in mano agli inquirenti, Finlombarda avrebbe oltre 60 milioni di euro di “crediti deteriorati”. Immediata la nota dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolini: «Ho fiducia nel direttore generale e confido in una rapida conclusione delle indagini da parte della magistratura che ne accerti l’estraneità. Ad ogni modo, l’oggetto dell’attività investigativa riguarderebbe presunte condotte individuali non riconducibili a provvedimenti o iniziative della Giunta regionale o di singoli assessori».


© RIPRODUZIONE RISERVATA