Bossoli alla Lega. «Non vedevo queste cose dagli anni 70»

Bossoli alla Lega. «Non vedevo queste cose dagli anni 70»

L’intimidazione al Carroccio, firmata Lotta Continua, desta forti preoccupazioni

VARESE - Preoccupa molto l’intimidazione alla Lega Nord di Varese. «Episodi così gravi, a memoria, non ne ricordo» ammette l’ex sindaco Attilio Fontana. «Roba da anni 70» per il senatore Stefano Candiani, che settimana prossima interrogherà in question time il ministro degli interni Marco Minniti per sollecitarlo «ad alzare l’attenzione e a non sottovalutare questi fatti».

Ha suscitato grande preoccupazioni negli ambienti leghisti la busta contenente bossoli di proiettile e messaggi intimidatori, che il segretario cittadino del Carroccio di Varese Carlo Piatti si è trovato nei giorni scorsi sul tavolo della sede di piazza del Podestà. «I “soliti” democratici» il tweet del governatore della Lombardia Roberto Maroni, in linea con il commento del segretario provinciale Matteo Bianchi, che si riferisce ai responsabili come «da ricovero coatto più che da galera». Ma il fatto non viene minimizzato, tutt’altro. «Andando a memoria, ricordo qualche minaccia, scritte o cartelli, ma nulla di così violento - racconta l’ex sindaco, storico militante della sezione, Attilio Fontana - è un fatto molto, molto, molto preoccupante. La motivazione? Bisognerebbe chiederlo ai responsabili, ma evidentemente temono molto in questo momento la Lega». Eppure si tratta di un movimento che in passato, a Varese, è stato anche più “potente”, quando vantava ministri al governo e quando governava la città: «Ma ha avuto anche momenti in cui era più debole - fa notare Fontana - è chiaro che chi usa questi sistemi è debole, non ha argomenti e non ha molto da dire, altrimenti si confronterebbe civilmente. Ma in un clima politico molto confuso e molto pieno di dubbi come quello attuale, è chiaro che è il momento in cui i matti possono trovare gli spazi in cui agire». Insomma, meglio stare molto attenti e sul chi va là. «Questo attacco riporta agli anni 70 – sostiene il senatore leghista Stefano Candiani, appellandosi anch’egli alla memoria storica del passato - al di là di qualche bombetta carta, non si ricordano intimidazioni così gravi. Questa ha una matrice e un’ impostazione che desta molta preoccupazione, soprattutto nel contesto storico in cui si sviluppa, considerando il pericolo di fenomeni emulativi. È un episodio molto grave, che non va preso sottogamba. Anche negli anni 70 tutto nacque da una sottovalutazione iniziale». È un clima che suggerisce al senatore Candiani di intervenire direttamente presso il ministro Minniti, a cui settimana prossima farà subito pervenire un’interrogazione in question time a palazzo Madama: «Lo solleciterò a chiarire quanto accaduto e ad elevare al massimo livello l’attenzione ma soprattutto la considerazione, per evitare che siano sottovalutati questi fatti - spiega l’esponente del Carroccio - ora possiamo solo chiedere che chi ha il dovere di farlo, vigili e indaghi. Siamo in un clima di anarchia e sfiducia della gente nei confronti della politica, con una facile tendenza di additare come nemico. È chiaro che su temi come l’immigrazione e il lavoro, su cui noi siamo particolarmente arrembanti, si possono eccitare degli animi, che vanno subito raffreddati, prima che qualche esaltato prenda le cose sul serio». E se Candiani respinge il parallelismo su quanto accaduto negli Stati Uniti, con la sparatoria che ha preso di mira un congressman repubblicano («sono realtà differenti»), la matrice ideologica è evidente: «Le frange extraparlamentari su questi temi covano sotto la cenere, pronte ad infiammarsi».


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