Caso Molina: bufera a Varese

Caso Molina: bufera a Varese

Le accuse sono di associazione a delinquere, truffa, riciclaggio e abuso in intermediazione finanziaria

Si allarga l’inchiesta sul caso Molina: perquisita la sede della Fondazione Comunitaria del Varesotto e le abitazioni di alcuni indagati.

Sono dieci le persone finite nel mirino della magistratura varesina: tra questi compaiono i nomi di Luca Galli (Lega Nord), presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto, l’ex vicesindaco di Varese Gianpaolo Ermolli (ex Forza Italia oggi in quota Lega Civica) e 8 imprenditori varesini e milanesi. L’indagine, coordinata dal Pm varesino Laura Patelli, è condotta dai militari della guardia di finanza di Varese. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere, truffa, riciclaggio e abuso in intermediazione finanziaria. Gli inquirenti,ad oggi, mantengono il massimo riserbo limitandosi a confermare i capo di imputazione e il numero degli indagati. Oltre al fatto che l’inchiesta nasce dall’indagine relativa al Molina: un anno fa lo scandalo travolse la casa di riposo varesina per una serie di prestiti concessi dalla Fondazione Molina a Rete 55 evolution, controllata di Rete 55. Il cda del Molina era decaduto e la struttura era stata commissariata (lo è tuttora). Tutto era partito da un’interrogazione presentata in consiglio regionale da Luca Marsico (Fi) che aveva portato l’ente regionale a eseguire delle verifiche rilevando delle anomalie. Da quell’interrogazione è scaturita l’inchiesta che ha portato alle perquisizioni eseguite ieri. Luca Galli, raggiunto telefonicamente si è detto «sereno. Non ho commesso alcun illecito e sono certo di poter chiarire la mia posizione». Galli ha anche precisato che «la Fondazione Comunitaria è parte terza. Ovvero non è in alcun modo coinvolta direttamente nell’inchiesta».

Ermolli ha preferito non commentare. La sua posizione sarebbe però molto sfumata in seno all’inchiesta e le contestazioni a suo carico sarebbero relative ad alcuni incarichi lavorativi (Ermolli è titolare di una grossa società immobiliare). Stando a indiscrezioni l’inchiesta che ha portato alle odierne perquisizioni (la finanza l’anno scorso aveva perquisito anche gli uffici della Fondazione Molina, oltre alle abitazioni di alcuni dipendenti) sarebbe relativa sempre a un giro di prestiti e finanziamenti concessi a aziende private al di fuori dei limiti statutari. Gli inquirenti non hanno reso note le cifre del presunto “giro” di denaro. Maggiori dettagli potrebbero emergere nei prossimi giorni. Durante le perquisizioni i militari delle fiamme gialle hanno sequestrato parecchia documentazione (soprattutto contabile) ritenuta estremamente importante per le indagini e le verifiche in corso. Tutti gli indagati erano già stati avvisati quando la notizia ha iniziato a circolare. Nessuna delle dieci persone coinvolte, a quanto pare, è stata ascoltata dagli inquirenti. L’inchiesta delineerebbe una commistione tra politica, Molina e imprenditoria privata. Un rapporto che avrebbe delle falle in corso di accertamento vista l’inchiesta in corso.


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