«Castagne più piccole per colpa della siccità»
Le castagne? Bene ma non benissimo

«Castagne più piccole per colpa della siccità»

Confermata la fine della piaga del cinipide per il frutto

Quando arriva novembre i tempi sono maturi per fare il punto della stagione delle castagne. La raccolta di questi frutti ha richiamato nei boschi centinaia e centinaia di persone.

«Al Campo dei Fiori è stata una buona annata, ma le castagne hanno sofferto per la forte siccità – spiega Luca Colombo, coordinatore del consorzio castanicoltori di Brinzio, Orino e Castello Cabiaglio che ha sede alla Rasa – La stagione è iniziata prima del solito ed è finita in anticipo: già a metà ottobre le castagne cominciavano a scarseggiare. Sicuramente la quantità non ha deluso, ma le dimensioni del frutto sono state inferiori al solito proprio per via della mancanza di acqua». Buone notizie, invece, arrivano per quanto riguarda il cinipide, insetto che negli anni scorsi aveva inferto parecchi danni ai castagni: «possiamo dire che la piaga del cinipide è passata – continua Colombo – In compenso ci sono patogeni nuovi, che si sviluppano in maniera diversa. Il castagno inizia a soffrire per via dei cambiamenti climatici, cosa che sta avvenendo un po’ ovunque».

Secondo Colombo, l’incendio divampato al Campo dei Fiori deve costituire un tema di riflessione: «Un tempo creando un parco naturale si tendeva a escludere il rapporto con l’uomo, restituendo all’area la piena naturalità. Ma è evidente che le fiamme hanno più facilità a divampare quando il bosco non è ben tenuto e coltivato alla maniera giusta. Quindi in un parco naturale bisognerebbe creare un rapporto tra uomo e ambiente. Nell’ottica della prevenzione, quando ci sono boschi coltivati è più facile creare un argine che ostacoli il progredire delle fiamme. Un bosco lasciato a se stesso, invece, brucia più rapidamente».


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