«Cittadini mai ascoltati . Scendiamo noi in campo»

«Cittadini mai ascoltati . Scendiamo noi in campo»

Sabato la manifestazione in Piazza Monte Grappa del centrodestra. «Invitiamo Galimberti così potrà confrontarsi con la gente»

VARESE - Una manifestazione che punta a raccogliere il malcontento dei cittadini. E a portarle all’attenzione di chi amministra Varese, in maniera costruttiva, ma comunque ferma.

È questo l’obiettivo del corteo “La voce dei Varesini non deve essere ignorata”, che avrà luogo sabato a partire dalle 14.30 e che si concluderà con un comizio in piazza Monte Grappa (o piazza del Podestà, dove potrebbe essere spostata la tappa finale).

Niente bandiere di partito

A lanciarla è stata la totalità dei partiti e dei movimenti del centrodestra varesino, ma non sarà una manifestazione prettamente “politicizzata”, poiché «non vogliamo bandiere di partito – spiega il coordinatore cittadino di Forza Italia Roberto Leonardi – In questo caso noi politici faremo solo da tramite tra gli abitanti di Varese e l’amministrazione che non ha ascoltato i cittadini ed emanato provvedimenti che hanno creato problemi. Non vogliamo sia una manifestazione contro Galimberti. Per questo invito il sindaco a venire in piazza per confrontarsi con i varesini che sfileranno in corteo. Per lui potrebbe essere una sorta di “megaricevimento”, dove finalmente ascoltare le istanze della gente».

Le sigle politiche che hanno aderito all’iniziativa sono Forza Italia, Lega Nord, Lista Orrigoni, Il Popolo della Famiglia, Varese popolare, Orizzonte Ideale, Rivoluzione Cristiana, Fratelli d’Italia, Circolo destra Italiana, Libertà nazionale e anche Alternativa Costruttiva, fondata quest’ultima dal consigliere comunale Gaetano Iannini, eletto nelle file della Lista Galimberti, e quindi cacciatone per aver assunto posizioni critiche rispetto all’amministrazione.

Hanno dato la loro adesione anche gruppi di cittadini, come il Comitato dei dipendenti dell’Ospedale Del Ponte e dovrebbero partecipare anche esponenti dei commercianti di Casbeno, a titolo personale. «Aspettiamo che Galimberti faccia il referendum che aveva promesso sul proprio compenso da sindaco, per capire se veramente la gente sta dalla sua parte – dice il consigliere regionale leghista Emanuele Monti - La verità è che c’è un bisogno sempre più sentito in città e che non ha risposta: quello di dare voce ai varesini».

«Troppo malcontento»

Il segretario cittadino del Carroccio Carlo Piatti non lesina critiche all’amministrazione: «In campagna elettorale avevano promesso che avrebbero condiviso ogni decisione con la cittadinanza. Oggi sta avvenendo decisamente il contrario. Una manifestazione di malcontento così diffuso non è mai stata fatta quando eravamo noi ad amministrare, e c’è un motivo: quello per cui ogni volta che prendevamo un provvedimento, andavamo sul territorio a confrontarci».

«L’esigenza di scendere in piazza – sottolinea il consigliere comunale di Forza Italia Carlotta Calemme – nasce anche dall’atteggiamento di questa amministrazione, che potrei definire quasi tirannico, e soprattutto pieno di indifferenza. Ho girato insieme a Leonardi tutti i rioni di Varese, dove Galimberti aveva promesso cambiamenti, e dove non è stato fatto niente».

«I cittadini devono scendere in piazza, non possono limitarsi a lamentarsi sui social – ha aggiunto Leslie Mulas di Orizzonte Ideale – devono farsi vedere e far capire che sono stanchi di provvedimenti che non solo non sono utili, ma danneggiano la città».

Quindi, Giuseppe Terziroli di Varese Civica che ha sottolineato come «c’è una totale assenza di collegamento e ascolto tra la politica e le realtà che necessitano di interloquire e di avere risposte».


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