Crisi alla Bossi di Gallarate, arrivano gli stipendi. «Ma ormai il nostro futuro è scritto»

Crisi alla Bossi di Gallarate, arrivano gli stipendi. «Ma ormai il nostro futuro è scritto»

Nuovo presidio davanti all’impresa. La “mezza” vittoria: bonifici entro fine settimana

Tornano gli operai davanti alla sede dell’impresa edile Oreste Bossi & Figli. Mercoledì 13 settembre, all’uscita dall’incontro fiume con la dirigenza, i rappresentati delle sigle sindacali lo avevano promesso all’unisono: «Martedì prossimo saremo nuovamente in agitazione, incontreremo i dirigenti dell’azienda e i lavoratori si riuniranno in assemblea qui in via Torino». Il motivo è semplice, sul tavolo delle trattative restano due punti, definiti «di primaria importanza», ancora da definire, ovvero il saldo delle spettanze di agosto ed il concordato. «Negli ultimi giorni siamo andati al lavoro regolarmente, abbiamo rispettato la parola data adesso ci aspettiamo la stessa correttezza nei nostri confronti da parte dell’azienda» commenta uno dei 32 operai che, a partire dal mese di ottobre, si troverà senza lavoro.

Punto di riferimento

Come successo quasi una settimana fa, i lavoratori attendono la fine della riunione, e tra di loro qualcosa è cambiato. Gli animi sono meno tesi rispetto ai giorni scorsi e, non perchè non siano meno preoccupati ma perchè ormai «il nostro futuro è già scritto, che ci piaccia o no» commentano rassegnati.

«È stato un incontro, per quanto possibile, positivo - afferma Stefano Rizzi il delegato della Fillea Cgil - hanno compreso le istanze presentate dai lavoratori ed ha promesso che, entro fine settimana, verranno effettuati i pagamenti delle spettanze del mese di agosto». Un mezza vittoria perchè «ovviamente - dichiara Emanuele Russo il delegato della Feneal Uil - resta il rammarico di vedere un’impresa, da sempre un punto di riferimento nel mondo dell’edilizia, chiudere e che, a partire dai primi di ottobre, inizierà a licenziare i suoi dipendenti».

Sindacati in campo

Una situazione che, come prevedibile, non fa abbassare il livello di attenzione nei confronti del futuro di chi si troverà senza il posto di lavoro. «Come sindacati - commenta Luca Francioli, rappresentante Filca Cisl - stiamo cercando di tutelare al massimo i lavoratori per cercare la miglior soluzione prediligendo, come sempre, le politiche attive rispetto a quelle passive».

Nello specifico, sono allo studio la ricerca di percorsi di ricollocazione o di specializzazione sia per chi ha pochi anni di esperienza alle spalle sia per chi «ha più di 50 anni e che farà più fatica a reinserirsi nel mondo del lavoro» sottolineano le sigle sindacali. Il prossimo appuntamento per i delegati sindacali sarà la convocazione in Regione Lombardia, entro fine settembre, per la chiusura della procedura di licenziamento.


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