Flash mob dei lumbard: «I giovani devono votare»

Flash mob dei lumbard: «I giovani devono votare»

L’appuntamento sabato alle 13 ai Giardini Estensi

Un flash mob per dire Sì all’autonomia della Lombardia.

In vista del referendum consultivo, che si svolgerà il prossimo 22 ottobre, giorno nel quale per la prima volta i lombardi saranno chiamati ad esprimersi sulla possibilità di avere una Regione con maggiori poteri e competenze, i Giovani Padani del Varesotto, il movimento giovanile della Lega Nord, hanno organizzato un’iniziativa ai Giardini Estensi.

Un flash mob, appunto, per sensibilizzare i cittadini sull’importanza del referendum.

L’evento si svolgerà dentro i giardini pubblici del capoluogo questo sabato, alle 13.

«Il flash mob è stato organizzato per sensibilizzare soprattutto i più giovani in vista del Referendum per l’Autonomia di Regione Lombardia. L’evento vedrà la partecipazione di tutti i 7 gruppi dei Giovani Padani della Provincia di Varese e di numerosi eletti del territorio - dichiara il consigliere comunale di Brinzio e coordinatore provinciale del Mgp di Varese Davide Quadri - un evento importantissimo per tutti i cittadini in vista dello storico referendum Lombardo del 22 ottobre».

«Abbiamo scelto il cuore politico della città per organizzare questo momento - aggiunge il coordinatore cittadino dei giovani Stefano Angei - i Giardini Estensi, all’interno del Comune. Sarà un momento di festa per tutti i cittadini che passeranno di lì quel giorno e sarà un’ottima occasione per chiedere chiarimenti in merito a questa grande opportunità, che noi Lombardi abbiamo. Quindi l’invito è aperto a tutti, cittadini e politici che sostengono il Sì al referendum».

Sul referendum c’è un grande fronte trasversale favorevole al Sì. La Lega Nord, ovviamente, rappresenta la forza politica dal quale è partita la principale spinta, anche se da subito tutto il centrodestra (o meglio, quasi tutto) ha aderito senza particolari indugi.

Lo stesso si può dire del centrosinistra.

Nessuna presa di posizione ufficiale da parte del Partito democratico, che di fatto ha lasciato libertà di coscienza, anche se sono nati comitati per il Sì da parte di amministratori del Pd. Mentre per il momento appaiono in minor numero gli esponenti democratici che preferiranno astenersi nel quesito.


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