Fratelli d’Italia torna a suonare la carica: «Siamo uniti e vogliamo riconquistare spazio»
Da sinistra Gian Angelo Tosi, al centro Demis Guidi e poi ignazio La Russa (Foto by Varese Press)

Fratelli d’Italia torna a suonare la carica: «Siamo uniti e vogliamo riconquistare spazio»

Centrodestra ieri riunito al De Filippi. E il coro è unanime: «Alle politiche la Lega non può avere tutti i collegi»

VARESE - A Varese, la destra c’è. Ed è pronta a battere i pugni sul tavolo: «Alle politiche, non possiamo permetterci di regalare tutti i collegi alla Lega Nord nell’ambito dell’alleanza di centrodestra». Il monito di Andrea Pellicini, sindaco di Luino e vicecommissario di Fratelli d’Italia, è emblematico della “rinascita” della destra varesina sotto il simbolo che ancora riporta “in pancia” quello di Alleanza Nazionale, nel congresso provinciale di ieri al De Filippi.

«Una Varese di Fratelli d’Italia diversa, finalmente protesa verso un unico obiettivo, senza inutili liti e fughe in avanti - la descrive il presidente nazionale del partito Ignazio La Russa - Varese è all’avanguardia di un partito unito che vuole riconquistare spazi».

«Sala piena»

Il clima, al congresso guidato da Paola Frassinetti, il commissario “spedito” da Giorgia Meloni per riappacificare un partito che era uscito a pezzi dalla tornata amministrativa del 2016, riporta alla mente la “vecchia” Alleanza Nazionale. Forse anche per la presenza di “ex” storici che ritornano a frequentare, come il bustocco Checco Lattuada (che è ufficialmente rientrato) e il varesino Stefano Clerici.

«Alla prima riunione, cinque anni fa, eravamo in 11, oggi la sala è piena» fa notare Gianangelo Tosi, assessore a Saronno. La Russa ricorda quell’«azzardo, a 40 giorni dalle elezioni», di fondare un nuovo movimento, «chiedendo a tanti parlamentari uscenti di lasciare la comoda stagione del PdL, ormai indirizzata verso un ritorno a Forza Italia, anteponendo il mantenimento di posizioni personali, non per fare qualcosa in contrapposizione ma per diversificare la nostra strategia».

Oggi Fratelli d’Italia è saldamente la terza forza della coalizione, tanto che Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale di Lombardia Popolare, non nasconde un filo di invidia nell’ammettere che la «strada chiara e univoca di FdI oggi viene premiata dai sondaggi, mentre quella più ondivaga del mio partito è una scelta che alle urne si è rivelata non saggia». Dopo l’esperienza della Sicilia, Ignazio La Russa può rivendicare che «gli unici a voler tenere unito il centrodestra siamo noi, mentre a Berlusconi interessano i seggi per formare un qualsiasi governo e a Salvini interessa solo arrivare primo rispetto a Forza Italia».

Le ambizioni

Ma adesso FdI vuole ritornare a contare, nella coalizione. Lo dice forte e chiaro Andrea Pellicini, che lancia la sfida elettorale: «L’alleanza è un valore, ma la nostra presenza va rimarcata. Alle politiche non possiamo regalare tutti i collegi alla Lega, alle regionali dobbiamo dimostrare di poter essere una delle migliori province». Per poter eleggere qualcuno al Pirellone, chiaramente.

«Siamo uomini di destra - rivendica l’altro vicecommissario Giuseppe Martignoni - non siamo attaccati alle poltrone e lo abbiamo dimostrato». Nella sua Jerago con Orago l’assessore Salvatore Marino spinge per «correre con una lista di centrodestra». Del resto Varese per FdI «è la quarta provincia lombarda con più iscritti - fa sapere il commissario Paola Frassinetti - e viene da due affermazioni simboliche alle ultime amministrative, l’elezione del sindaco di Ferno Filippo Gesualdi e del consigliere più giovane, Edoardo Franchin di Cassano Magnago».


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