I dubbi e le incertezze dei pendolari varesini. «Ci sono posti per tutti?»

I dubbi e le incertezze dei pendolari varesini. «Ci sono posti per tutti?»

Grande adesione per la petizione sulla piattaforma Change.org. Sul giornale in edicola oggi due pagine speciali

VARESE - «D’accordo a pagare per avere un servizio, ci mancherebbe. Ma che ci diano la garanzia di averlo quel servizio».

Piano sosta e pendolari: dubbi, incertezze e critiche. Da Casbeno arriva un’analisi lucidissima della situazione: «nessuna informazione precisa, nessun confronto, nessuna certezza», mentre su Change.org la petizione Varese: no alla sosta a pagamento per i pendolari ha raccolto 2.500 firme in tre giorni. «E da quello che abbiamo letto o sentito la nostra, quella dei pendolari, è la “categoria” sulla quale questo nuovo piano della sosta ha impattato di meno».

Partiamo da Casbeno. «Che ad agosto stava tutto cambiando lo abbiamo saputo per caso – dicono i pendolari – siamo andati in Comune, al ritorno dalle ferie, per avere informazioni su un progetto messo in atto ad agosto. Pensavamo dopo che l’amministrazione avesse raccolto tutte le informazioni del caso, ma a quanto pare non è così». In molti hanno richiesto il pass (25 euro al mese) per poter posteggiare, in questo caso, nel parcheggio Meucci (che però alle 7 del mattino è già pieno) e in alcune vie limitrofe «ci è stato detto disponibili anche per i pendolari». La richiesta dei pass ha mostrato le prime incertezze: «a qualcuno è stato dato, ad altri è stato detto che per ottenerlo era necessario mostrare l’abbonamento di settembre ma essendo agosto questo non era possibile». Altra domanda: «Quanti posti sono destinati ai pendolari che ogni giorno frequentano la stazione di Casbeno? Forse 50. Ora siamo molti più di 50». E qui nasce l’incertezza: «Io pago per un servizio perché è giusto. Ma tu Comune in questo caso il servizio sei in grado di garantirmelo? E qui siamo nell’incertezza – dicono i pendolari – e ancora oggi non è possibile davvero valutare la situazione perché la stagione non è iniziata ancora. I flussi pendolari si valutano in novembre, quando uffici, aziende, scuole e università sono in piena attività. Non ad agosto. O a inizio settembre».

E intanto la petizione su Change.org avanza e viaggia verso le 3mila adesioni. «Dal primo settembre 2017 i pendolari che prendono il treno nelle tre stazioni di Varese (FS, Ferrovie Nord e Casbeno) non avranno più a disposizione parcheggi gratuiti. In base al nuovo piano della sosta varato dal Comune di Varese, dovranno invece pagare un abbonamento di 25 euro al mese, o 250 euro all’anno – si legge nel testo della petizione - Bisogna considerare che i molti varesini che lavorano a Milano devono già pagare un abbonamento per il trasporto pubblico di almeno 107 euro al mese, per cui questo provvedimento si tradurrebbe in un aumento circa del 20% dei costi del trasporto. Il Comune giustifica l’iniziativa con l’esigenza di incentivare l’uso dei mezzi pubblici, dimenticandosi forse che i pendolari sono già costretti a viaggiare su treni molto lenti (50 chilometri orari di velocità commerciale) e poi ad utilizzare i mezzi pubblici a Milano. Pretendere che utilizzino gli autobus anche a Varese sembra davvero eccessivo e denota una scarsissima sensibilità ai problemi di questa categoria di lavoratori». La petizione chiede quindi all’amministrazione di rivedere il provvedimento.

Sul giornale in edicola oggi, mercoledì 6 settembre, due pagine speciali-


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