I pm del caso Uva davanti al Csm. Luigi Manconi e Isnardi testimoni
Il senatore democratico Luigi Mangoni con Lucia, sorella di Giuseppe, a Varese

I pm del caso Uva davanti al Csm. Luigi Manconi e Isnardi testimoni

L’altro fronte - Arduini e Abate accusati di «aver violato i doveri di diligenza, laboriosità e correttezza»

Caso Uva: i pm dell’inchiesta davanti al Consiglio Superiore della Magistratura.
Con l’accusa di aver violato «i doveri di diligenza, laboriosità e correttezza, omettendo o ritardando il componimento di atti» sulla morte di Giuseppe Uva, sono finiti davanti alla sezione disciplinare del Csm i pm Sara Arduini e Agostino Abate, i primi che si occuparono della morte dell’artigiano di 43 anni deceduto il 14 giugno 2008 all’ospedale di Circolo di Varese dopo essere stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio.

I medici furono assolti

Uva fu fermato in via Dandolo nella notte tra il 13 e il 14 giugno perchè, ubriaco, buttava transenne in mezzo alla strada. Furono i cittadini a chiamare le forze di polizia per quella presenza molesta. I due pm che ebbero inizialmente in carica il caso indagarono i medici che ebbero in cura Uva.
Medici poi assolti. Nell’udienza di ieri il tribunale delle toghe ha ascoltato come testimoni il senatore Luigi Manconi, che aveva sollevato pubblicamente il caso, e il procuratore facente funzioni di Varese Felice Isnardi. Ha poi rinviato al 6 giugno.

L’Assise del 15 aprile

Come si legge nell’incolpazione, i due pm devono rispondere tra l’altro di aver trascurato la denuncia di Alberto Bigioggero, che si trovava con Uva in caserma, e di aver omesso la “tempestiva iscrizione nel registro degli indagati degli appartenenti alle forze dell’ordine”, dopo che il tribunale di Varese aveva assolto i sanitari che avevano avuto in cura Uva e trasmesso gli atti alla procura.
Il 15 aprile scorso la Corte d’Assise di Varese ha assolto carabinieri e poliziotti dall’accusa di omicidio preterintenzionale.
Durante il processo è emersa in modo chiaro l’innocenza degli otto imputati. Sul cadavere di Uva non furono trovate lesioni. Difficile picchiare a morte qualcuno, come da anni sostiene Lucia, la sorella di Giuseppe, senza che vi siano ferite.
La testimonianza di Bigioggero, tra l’altro, è stata giudicata inattendibile dalla corte tanto che il presidente Vito Piglionica ha avvisato Bigioggero, che quella notte era con Uva, che a fronte delle sue continue contraddizioni rischiava una denuncia per falsa testimonianza.
Secondo i periti nominati dalla procura Uva morì a causa di una malformazione cardiaca, di cui era lui stesso all’oscuro, sommata all’abuso di alcol e ai farmaci che gli furono somministrati durante il ricovero in ospedale.
Felice Isnardi, nel periodo in cui fu procuratore facente funzione a Varese, ripercorse tutta l’inchiesta e fece nuove indagini. In aula chiese l’archiviazione per i due carabinieri e i sei poliziotti poi coattamente finiti a processo.

A buon diritto

Manconi, senatore in quota Pd, con l’associazione “A buon diritto” di cui è presidente, cercò di costituirsi parte civile in più occasioni finendo per essere sempre estromesso dal processo. Di fatto non era nemmeno a Varese quando Uva morì e ha sempre parlato del caso riportando informazioni riferite da terzi, ovvero Lucia Uva, i suoi avvocati o i giornali.
In seno al processo un quarto magistrato, l’attuale procuratore di Varese Daniela Borgonovo, ha chiesto la piena assoluzione degli otto imputati.


© RIPRODUZIONE RISERVATA