Il civismo di Varese con una marcia in più
Il consigliere comunale Gaetano Iannini e la sua squadra (Foto by Varese Press)

Il civismo di Varese con una marcia in più

Alternativa costruttiva: il consigliere comunale Iannini ha presentato ieri mattina la sua squadra

VARESE - Una conferenza stampa attesissima, quella che Gaetano Iannini ha tenuto ieri mattina in Sala Montoli, a Palazzo Estense, per la dichiarazione d’intenti che il consigliere passato al gruppo misto da settembre ha presentato assieme alla sua nuova squadra, formata da campioni del mondo della cultura, della comunicazione e del professionismo varesino. «Un quarto di legislatura è già trascorso – ha dichiarato il 56enne medico odontoiatra di Ranco – e bisogna fare i debiti conti. Io sono stato eletto nella Lista Galimberti e nonostante tutto sono ancora convinto che le liste civiche siano necessarie per affrontare i problemi reali, per cui l’appartenenza ideale ad una corrente di pensiero politica, in teoria, in quel contesto dovrebbe passare in secondo piano».

Dopo la premessa, l’affondo: «Sono entrato in contrasto con il mio gruppo consiliare e con la maggioranza dopo pochissimo sottoscrivendo la mozione contro il presidente del consiglio comunale che si era prodotto in affermazioni contro la persona di Andrea Badoglio; per il resto sono rimasto allineato alla maggioranza, tranne che il voto negativo all’aumento delle tariffe scolastiche. Avevo invece dato la mia approvazione al piano sosta, ma oggi sono critico sull’attuazione e l’aumento esponenziale dei parcheggi a pagamento; in altre due occasioni mi sono astenuto, fra cui l’approvazione del nuovo regolamento della Polizia Locale. Tutti i provvedimenti vengono presi troppo velocemente, con mancanza di discussione interna».

Prima di presentare il nuovo “governo ombra”, Iannini ha ripercorso il doloroso strappo con la lista Galimberti avvenuto in agosto a seguito del suo pubblico sostegno al dimissionario Gregori, da cui l’estromissione coatta dal gruppo consiliare. «Mai visto un simile comportamento antidemocratico altrove: ma non sarei comunque rimasto».

Oggi il novello mattatore del gruppo misto, Alternativa Costruttiva – che si propone come un contenitore di voci civiche a prescindere dall’ideologia di appartenenza intende rimanere in mezzo: «voteremo tutto quello che è giusto».

Iannini rimarrà presidente della commissione Servizi Educativi - «non ho gradito come sono stati trattai i volontari anziani, che dovevano essere tutelati come memorie storiche e ricollocate» e in commissione Polizia Locale; all’architetto Chiara Nicora, 36 anni, new entry, toccano le commissioni gemelle del PGT e Mobilità e Urbanistica; il giornalista umanista Bruno Belli succede a Mario Chiodetti in commissione Cultura e Turismo e con la nota verve raffinata e polemica punta il dito sul frettoloso trionfalismo con cui l’amministrazione sbandiera Nature Urbane: «e comunque prima si dovrebbero risolvere i problemi che stanno dietro le cose, poi rilanciarle»: il suo intento è quello di «portare un’esperienza legata alla città ad un assessore che, non vivendoci, non ne conosce determinati problemi e formamenti».

Nuovo anche Ari Mekiker, ex Lista Galimberti, che andrà alle Politiche Sociali e sarà la memoria storica e critica del programma elettorale che rimane “il verbo”, avendo partecipato a redigerlo; riconferma invece per Arturo Bortoluzzi alla Tutela ambientale, Verde pubblico, Decoro urbano e Sport e anche alla Area Vasta: con Maurizio Soldano riconfermato agli Affari generali, Rapporti con Quartieri e Università, rappresenta la continuità con Mauro Gregori, che ha assicurato collaborazione in ragione della stima personale con l’ex compagno di lista. Chiude la carrellata Mattia Colombo: al portavoce di Varese Civica è toccato in sorte il Bilancio. «Il mio compito sarà quello di verificare alcune informazioni che paiono unidirezionali: vorremmo che fosse data la possibilità di una maggior partecipazione alle decisioni, o quantomeno di aggiustarne il tiro, soprattutto sui grandi temi di Varese come Piazza della Repubblica e il Comparto Stazioni, sui quali non sarebbe male creare un osservatorio stabile popolare».


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