Il commosso addio ad Annina

Il commosso addio ad Annina

La chiesa di San Fermo era strapiena per accogliere le tantissime persone giunte per salutare Anna Pajetta

VARESE - Addio a Anna Pajetta: «la sua vita spesa al servizio della comunità sia un esempio per tutti». Ben prima delle 14 di ieri la chiesa parrocchiale Cristo Re di San Fermo ha iniziato a traboccare di gente. Le porte restavano semichiuse che una siepe di schiene con l’edificio incapace di contenere l’affetto e il rispetto per questa donna “grande” che per San Fermo e per la comunità varesina ha fatto tantissimo. Annina Pajetta è scomparsa domenica scorsa all’età di 67 anni in seguito ad un drammatico incidente stradale avvenuto nell’entroterra ligure in provincia di Genova. Il marito Giampaolo stava affrontando per la seconda volta il cammino di Santiago di Compostela e lei era andata a trovare delle amiche. Ieri sono state celebrate le esequie davanti a quasi mille persone. Il marito Giampaolo, profondamente innamorato della moglie, ha scelto come letture per la cerimonia le stesse che 44 anni fa furono lette durante il loro matrimonio. Un gesto che non ha bisogno di commenti: sempre insieme. Sempre uniti. «Disponibilità, umanità, franchezza. La capacità di farsi davvero prossimo. Quei sorrisi che si allargavano sino agli occhi – ha detto don Germano Anzani, che con il parroco di San Fermo e altri 13 sacerdoti ha concelebrato la messa – sono questi i ricordi di Anna che resteranno per sempre». In chiesa c’erano tanti dei “ragazzi” di Annina. Lei che per anni ha operato come educatrice dando un timone a tantissimi ragazzi per governare la loro vita e non permettendo che nessuno di loro perdesse la rotta. In tanti ieri hanno voluto esserci, per dirle addio. Per dirle grazie ancora una volta. «Siamo qui in tanti – ha aggiunto don Germano – e fra noi, in molti, non ci conosciamo. Eppure abbiamo in comune un solo cuore, una fede. La stessa di Anna che, nella sua vita, ha creato tanti legami e relazioni. Ora la sentiamo in tutti noi, come se ci fosse qualcosa di più grande ad accomunarci: l’amore nei nostri cuori deve essere più grande della morte». Tanti amici hanno voluto ricordare la forza della fede di Annina. Il suo esserci. I suoi sì sempre convinti a qualche nuovo progetto. Il figlio Tommy l’ha definita «anima bella». Un saluto alla “sua mamma”. Un saluto dolcissimo ad una donna capace di fare la differenza. Per la famiglia. Per gli altri. Sempre con impegno. Come quando, con il marito, era presente al Capodanno degli ultimi. Per Annina celebrare l’anno nuovo significava lavorare affinchè ci fossero festa e conforto in quella notte per chi non aveva nulla. Esserci per gli altri. E che “la sua vita spesa al servizio della comunità sia d’esempio per gli altri” è forse l’omaggio più bello ad una grande donna di fede che ha saputo praticare davvero la carità.


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