Il Del Ponte è l’anima della nostra Varese. Il luogo più bello dove nascere e vivere
Inaugurazione del nuovo Padiglione Michelangelo all’ospedale Del Ponte (Foto by Varese Press)

Il Del Ponte è l’anima della nostra Varese. Il luogo più bello dove nascere e vivere

Il commento di Marco Tavazzi sull’inaugurazione del “nuovo” Del Ponte. E sul giornale in edicola oggi due pagine speciali

L’Ospedale Del Ponte non è solo una struttura che ha fatto la storia di Varese e che continuerà a farla. Non è solo un polo all’avanguardia, che finalmente sta ricevendo dalle istituzioni le risorse necessarie per crescere.

L’Ospedale Del Ponte è un simbolo. Anche di più, probabilmente: è l’anima stessa di Varese.

Il luogo dove quasi tutti noi siamo venuti alla luce, abbiamo aperto gli occhi per la prima volta in questo mondo. E, in fasce, siamo usciti, aggrappati al petto di nostra madre, affacciandoci a questa vita a volta meravigliosa, a volte un po’ meno. Ma che rimane comunque una grande avventura.

E che abbiamo la fortuna di vivere, o quantomeno iniziare a vivere, a seconda di dove ognuno di noi è stato portato o verrà portato, in una delle più belle città che esistano.

Diciamo pure la più bella. Perché è tutto collegato. Valorizzare il Del Ponte, renderlo l’ospedale più all’avanguardia della nostra regione, significa non solo offrire un servizio fondamentale alla comunità. Significa lanciare un messaggio, dire “questa è la nostra città, ed è un luogo dove i vostri figli possono nascere e crescere ed avere un futuro”.

Significa appunto dire che Varese è il più bel luogo del mondo dove vivere.

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Ma non è tutto scontato. La bellezza di Varese è un dato di fatto, ma come tutte le cose va coltivata, occorre valorizzarla e potenziarla. Altrimenti è condannata, come molte cose in questo mondo, ad appassire lentamente.

Varese potrebbe essere la città più bella del mondo, se ci impegnassimo tutti quanti a valorizzarla di più. È inutile ripetere quello che la rende tale, lo ripetiamo da sempre. Possiamo ancora riassumerlo brevemente: la vicinanza in un territorio ristretto di tantissimi paesaggi diversi, lago, montagna, colline, la grande presenza di ville storiche, un invidiabile centro storico, che dovrebbe essere tenuto meglio, molto meglio, a partire dalla pulizia e dall’ordinaria manutenzione. Abbiamo una ricchezza di menti artistiche, filosofiche, scientifiche, rivoluzionari in ogni settore. Ma spesso gli sono state tarpate le ali, impedendo loro di spiccare il volo.

Perché Varese potrebbe essere il luogo più bello del mondo. Ma deve ancora fare un piccolo grande sforzo: uscire dalla mentalità provinciale che purtroppo la tiene incatenata al suolo.

Due pagine di approfondimenti speciali sul giornale in edicola oggi, martedì 9 maggio.


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