Il saluto del figlio Tommy alla sua splendida madre
La cena solidale a Giubiano per i senzatetto (Foto by Archivio)

Il saluto del figlio Tommy alla sua splendida madre

Annina, scomparsa domenica in un incidente in Liguria lavorava a favore della cena solidale

«Ciao mamma anima bella».

È struggente il saluto che Tommy Martinelli rivolge alla madre Anna Serena Pajetta, varesina di 67 anni, scomparsa domenica in un drammatico incidente stradale avvenuto in provincia di Genova, nell’entroterra ligure. Pajetta, che a Varese è per tutti Annina, era su un fuori strada guidato da un’amica: il Suv si è scontrato con una Fiat Panda ribaltandosi. Pajetta è stata sbalzata all’esterno dell’abitacolo finendo sotto il fuori strada che si è ribaltato. È morta sul colpo. La notizia dell’accaduto ha colpito al cuore Varese. La famiglia Pajetta, a cominciare dal padre di Annina, Rino, è una famiglia notissima a Varese per l’impegno sociale sempre profuso soprattutto verso chi ne aveva più bisogno. Ieri, nella parrocchia di San Fermo, rione dove Annina viveva con il marito Giampaolo, erano tutti increduli. Nell’aria il dolore sincero che si riserva soltanto alle persone grandi e vere. Alle anime belle, come ha scritto il figlio della sessantasettenne. Una parrocchia, quella di San Fermo, dove Annina da sempre ha operato come educatrice. «Del sostegno a chi era più in difficoltà, dell’aiuto a chi magari faticava a trovare la propria strada trovandosi ad affrontare situazioni di disagio, ha fatto la sua missione di vita», raccontano. Operando in una realtà, quella di San Fermo, popolare e spesso più ribollente che in altri rioni. Annina lì c’era andata a vivere e aveva fatto la differenza per tantissimi ragazzi che altrimenti «sarebbero potuti finire male». Una delle armi che affidava a chi sosteneva per affrontare il mondo e puntare al futuro era quella della cultura. «Se conosci puoi scegliere. Se conosci sarai sempre consapevole della direzione nella quale stai andando», diceva sempre. Il cordoglio è unanime. Giuseppe Terziroli parla di una famiglia «che ha dato i natali a dei giganti dell’etica e dello spirito di servizio versa questa città. Sempre con umiltà. Erano i primi, si sono sempre fatti ultimi. Perché il bene si fa in silenzio e con convinzione».

E ancora Luisa Oprandi, insegnante e consigliere comunale Pd. «Annina era una di quelle persone vocate agli altri senza clamore. Ciò che faceva lo faceva credendoci sino in fondo. Mancherà e mancherà tantissimo. Non soltanto ai tanti che l’hanno amata e che le hanno voluto bene. Mancherà a questa città che ha così bisogno di figure di quella levatura».

Oprandi porta un esempio dell’impegno di Pajetta: «con il marito non ha mai mancato, lavorando come volontaria, a nessuna delle otto edizioni del Capodanno degli ultimi».

Grembiule in vita Annina, con Giampaolo, lavorava per ore facendo quel che serviva. Portando il cibo in tavola, servendo chi non ha una casa e magari non riesce sempre a magiare qualcosa. Un gesto d’amore oltre che di solidarietà. La salma adesso è stata composta all’obitorio di Genova. I familiari, il marito Giampaolo impegnato in un tratto del cammino di Santiago de Compostela è rientrato immediatamente, hanno raggiunto la Liguria. Dopo l’autopsia la salma sarà restituita alla famiglia per le esequie.


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