La bellezza della frazione Ardena. E la caverna dove visse l’eremita
Varese Nascosta (Foto by Marco Tavazzi)

La bellezza della frazione Ardena. E la caverna dove visse l’eremita

L’associazione “La Varese Nascosta” punta anche a valorizzare le rarità paesaggistiche della provincia. E ogni luogo è depositario di una storia, che aspetta solo di essere scoperta e raccontata a tutti quanti noi

Alla scoperta di un luogo “magico”. Dove la bellezza della natura è capace di folgorare il visitatore.

Un viaggio per conoscere le perle del nostro territorio, grazie a “La Varese Nascosta” e all’instancabile lavoro di Paola Molinari.

LA SPLENDIDA FRAZIONE DI ARDENA

Il territorio del comune di Brusimpiano si dispiega dalle rive del Lago di Lugano fino ai fianchi delle colline che dominano il paese, sui quali sorge la frazione di Ardena, dalla quale si può ammirare lo specchio lacuale sottostante. La superficie del comune non è vasta, ma è ricca di bellezze naturali e di sentieri che permettono di scoprirla.

Il paese è diviso in due dal torrente Trallo, lungo il quale si trova una vecchia miniera, la Teresina. Si tratta di un giacimento di galena (minerale costituito da piombo e argento) scoperto nel 1850 ed estratto a partire dal 1861 fino alla fine del secolo, quando la miniera venne poi abbandonata. La presenza della miniera è indicativa del fatto che la Valceresio, della quale Brusimpiano è il comune più settentrionale, è un’area caratteristica dal punto di vista mineralogico e degli accumuli fossiliferi. La denominazione Brusimpiano pare derivare dal greco bruxino (“stretto”, “fauce”),da cui bruxino a plano, ovvero “stretta penisola pianeggiante”, un toponimo di probabile origine bizantina. Il nome della frazione Ardena (che si ritrova scritto anticamente come Ardenna) discende verosimilmente dal verbo ardere, con riferimento ai consueti incendi che scoppiavano in questa area silvestre. La storia di Brusimpiano non è molto diversa da quella dei paesi della medesima provincia: il borgo faceva parte del Contado del Seprio nel Medioevo, feudo posseduto prima dalla casata dei Torriani, passato di mano ai Visconti durante il Rinascimento. Con la salita al governo da parte di Maria Teresa d’Austria il possedimento va ai Borromeo Arese e in seguito alla famiglia Litta.

Dal punto di vista architettonico Brusimpiano ospita edifici da non trascurare, come la Villa Sormani, di probabile origine seicentesca, posta in quello che era il centro originario del paese. Si trova poi il Palazzo in “strada per Brusimpiano”, posto all’incrocio della strada che conduce al Santuario della Madonna Miracolosa. È interessante anche la chiesa dell’Annunciazione, con il singolare campanile separato dalla chiesa e unito alla casa parrocchiale. Brusimpiano ospita anche una curiosità: una caverna che fu dimora di un eremita, tale padre Francesco Coglio, vissuto dal 1629 al 1692. Egli era uno dei tanti anacoreti presenti nel territorio e che comunicavano tra loro suonando un particolare corno. Le viuzze del borgo sono molto caratteristiche, infatti sono state affrescate con dipinti a tema sacro da parte di pittori locali a seguito delle numerose calamità occorse al paese nel corso degli anni. Brusimpiano è un paese lacustre e per questo motivo non poteva che fondare la sua economia sulla pesca, tanto che venne fondata una Unione Pescatori del Ceresio e un complesso di pescicoltura, quest’ultimo aperto nel 1929. Parte della forza lavoro del paese si dirige poi giornalmente verso la Svizzera, permettendo così di ridurre l’emigrazione degli abitanti. In ultimo, è ben attivo il settore turistico, grazie alle bellezze del lago e del borgo, capaci di attirare un buon numero di visitatori.

Tratto da “I comuni della provincia di Varese”

IL SANTUARIO

La tradizione vuole che Maria e ll Divin Infante posto in una cappelletta lungo l’antico sentiero per Lavena sia stato trovato due volte nel Campaccio, toponimo del luogo ove sorge il santuario. Questo fatto venne interpretato come un desiderio della Madonna di avere una chiesa a Lei dedicata in quel luogo. L’oratorio venne eretto all’inizio del ’600 e nella nuova costruzione venne portata l’antica immagine affrescata su una cappella preesistente: l’affresco è quello posto sulla parete dell’altar maggiore ed è di scuola luinesca. Anticamente l’oratorio era chiamato Oratorio del Campaccio della Beata Vergine del Campaccio ed anche Oratorio di Santa Maria del Campaccio. All’interno, oltre al dipinto della Madonna che allatta, si conserva un quadro, realizzato nel ’500 da Carlo Urbini da Crema, dal raro soggetto: Gesù attorniato dagli apostoli inginocchiato davanti alla Madonna che lo benedice prima che inizi la Passione.

http://www.comune.brusimpiano.va.it/storia.


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