La Lega Nord all’attacco: «Il sindaco revochi l’incarico a Ferrari»
Emanuele Monti (Foto by Archivio)

La Lega Nord all’attacco: «Il sindaco revochi l’incarico a Ferrari»

Dure critiche dai lumbard

VARESE - Rimuovere i cartelli in dialetto, agli ingressi di Varese, oppure no?

Tutto nasce da questa proposta, lanciata dalle liste civiche di maggioranza Varese2.0 e Progetto Concittadino. Una proposta formulata con basi solide, contestabili da chi non è d’accordo, ma comunque solide: sostituire i cartelli in questione con altri, dove vi sia scritta una peculiarità di Varese, in modo da lanciare un messaggio che la qualifichi turisticamente: il messaggio dovrebbe essere del tipo “Varese la Città Giardino”.

La discussione pubblica, e soprattutto sui social network, come troppo spesso ormai accade, ha preso una piega decisamente sopra le righe, con un commento “infelice” di un esponente del Pd nei confronti del giornalista Kevin Ben Alì Zinati, autore di un editoriale sul dialetto.

Commento che ha scatenato le reazioni della Lega Nord.

«Vorrei chiedere al signor Luca Ferrari, militante del Partito democratico, ma soprattutto nominato da quest’ultimo nel Cda di Aspem, per quale ragione l’editoriale a difesa della lingua varesina di Kevin Ben Ali Zinati, pubblicato su La Provincia farebbe sorridere? - scrive il consigliere regionale del Carroccio Emanuele Monti - Forse il problema risiede nelle origini del giornalista? Magari infastidisce che ci sia qualcuno con un cognome o un nome straniero capace di ragionare con la propria testa, non in preda allo snobismo sinistrorso che bolla, in maniera idiota, tutto ciò che è locale o legato all’identità come qualcosa da censurare o nel migliore dei casi da deridere».

«Tralasciando la malcelata spocchia – prosegue Monti – che ristagna dal commento, dove si parla anche di senilità circa coloro che utilizzano la lingua locale, ben oltre i confini della buona educazione (e forse pure di altro), le parole dal ‘democratico’ nostrano, dimostrano senza fraintendimenti come ragioni realmente il partito dello Ius soli e del buonismo dilagante».

E quindi: «A fronte delle dichiarazioni, di ciò che sottendono e del disprezzo implicito verso la cultura e l’identità varesina, chiedo al sindaco Galimberti, caso mai dovesse restargli un briciolo di coerenza, di revocare immediatamente la nomina di questo signore presso il Cda di Aspem, la principale azienda controllata dal Comune di Varese, dove Luca Ferrari è stato infilato a mezzo nomina sindacale dall’amministrazione».

Una presa di posizione arriva anche dal coordinatore provinciale dei Giovani Padani del Varesotto Davide Quadri: «La cosa che fa sorridere è che il consigliere d’amministrazione di una partecipata si permetta di deridere chi la pensa in maniera diversa da lui, sulle basi più fallaci possibili. È la sinistra al caviale, quella più “sconnessa” anche dalla città reale e dalla sua lingua».


© RIPRODUZIONE RISERVATA