La Provincia chiama Maroni: «Compri le nostre quote di Sea»
Villa Recalcati mette sul mercato lo 0,64 per cento di Sea, un affare da circa 8/9 milioni di euro

La Provincia chiama Maroni: «Compri le nostre quote di Sea»

Il capogruppo Pd Bertocchi: «Caso diverso da Busto Arsizio, a noi i soldi servono per coprire il “buco” ereditato»

Villa Recalcati “chiama” Palazzo Lombardia: «Maroni vuole entrare in Sea? La Regione compri le quote della Provincia. Le vendiamo per coprire il “buco” di bilancio che abbiamo ereditato ed evitare il default dell’ente».

È il messaggio che lancia il capogruppo di maggioranza a Villa Recalcati Paolo Bertocchi, nel precisare il ruolo dell’ente provinciale nel “caso” della dismissione della partecipazione degli enti locali nella società che gestisce l’aeroporto di Malpensa, esploso nelle scorse settimane in seguito alla scelta del sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli di vendere le quote del suo Comune.

«Un’operazione, quella di Busto - chiarisce Bertocchi - erroneamen­te paragonata a quel­la della Provincia di Varese, che per evitare il fallimento anche a causa del “buco” ereditato in bilancio, è costretta a cedere le sue quote di Sea». Bertocchi spiega com’è nata la decisione dell’ente di Villa Recalcati: «La nostra decisione è pubblica dal febbraio 2016. Fosse stato per l’amministrazione Vincenzi non avremmo mai venduto le quote. Però non si è trattata di una scelta: per evitare infatti il default, insieme alla Corte dei Conti ed al Ministero dell’Interno, abbiamo cost­ruito un piano di ri­entro decennale per ripianare il disavan­zo di bilancio. Piano che comprende anche questa cessione. È facile fare finanza creativa sulla stam­pa con il portafoglio e le responsabilità amministrative deg­li altri. Senza ques­to piano la Provincia sarebbe fallita e oggi ci sarebbe un commissario che avreb­be liquidato l’ente con pesantissime conseguenze, altro che tutela del territo­rio».

Insomma, una cessione d’emergenza, obbligata dalla necessità di reperire risorse per mantenere in ordine i conti dell’ente, una vicenda su cui peraltro le polemiche ormai da tempo si sprecano, soprattutto sull’asse tra Pd, “azionista di maggioranza” del governo di Gunnar Vincenzi, e Lega Nord, che esprimeva il precedente presidente Dario Galli. Ora però è proprio ad un illustre amministratore leghista, il governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni, che la Provincia a trazione Pd si rivolge per chiudere il “caso” delle azioni Sea: «Maroni ha più volte espre­sso la volontà della Regione di entrare nella società per difendere e valorizzare il territor­io - ricorda Bertocchi, riferendosi alle trattative intavolate tre anni fa da Maroni con l’allora sindaco di Milano Giuliano Pisapia - credo che questa, per Regione, sia un’occasione da non lasciarsi sfuggire».

Villa Recalcati metterà sul mercato lo 0,64% di Sea: «Se la Regione, accordandosi con Milano, volesse acqui­stare le quote, noi siamo pronti - annuncia il capogruppo di maggioranza in Provincia - Il costo delle azioni, circa 8/9 milioni di eur­o, non dovrebbe esse­re un problema per il bilancio di Regione: è l’en­te pubblico più importante che può lavor­are a fianco e a supporto dei Comuni anc­he per mantenere una rappresentanza del territorio nel Cda».


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