«La Riforma crea confusione». Il Pd boccia la sanità di Maroni

«La Riforma crea confusione». Il Pd boccia la sanità di Maroni

l deputato Federico Gelli in città per un convegno dell’Ordine dei Medici

La Sanità lombarda dell’epoca Maroni viene sonoramente “bocciata” dal Partito democratico. Non solo quello locale, ma anche a livello nazionale. Il deputato Federico Gelli, responsabile nazionale Sanità del Pd, è intervenuto ieri a Varese, per presentare la sua proposta di legge sulla responsabilità professionale nella sanità all’Ordine dei Medici, dove era presente anche il sindaco Davide Galimberti.

Oltre a questa proposta, la figura di Gelli si trova ad essere uno dei protagonisti della scena politica del momento, essendo il fondatore dei Comitati del Sì per il prossimo referendum costituzionale, dove è prevista una fondamentale modifica della gestione della sanità in Italia. «Girando il Paese, più entriamo nel merito del referendum, e più troviamo riscontro positivo da parte dei cittadini - spiega Gelli - sulla Sanità stiamo spiegando che cosa cambierà, ovvero scomparirà la materia concorrente tra Stato e Regioni». In poche parole, rispetto al sistema attuale, che crea confusione, non ci sarà più sovrapposizione di norme tra il governo centrale e quello regionale. Inoltre « lo Stato centrale si riapproprierà di competenze esclusive per garantire in maniera uniforme i livelli di assistenza minima a tutti i cittadini, in qualsiasi regione si trovino». Lo Stato avrà inoltre la possibilità di intervenire nei contesti territoriali. Un segnale, questo, anche in riferimento alle 8 regioni che sulla sanità oggi risultano commissariate. In sostanza, in questo modo il governo centrale potrà garantire livelli di efficienza in tutto il Paese. E uniformare le cure, rispetto alla confusione di oggi, «se si pensa che ci sono norme diverse da regione a regione sulle vaccinazioni o sui trapianti».

Sulla Riforma sanitaria della Regione Lombardia, Gelli è critico.

«Una Riforma poco chiara, nel senso che si tende ad impostare un modello organizzativo che risulta essere un compromesso tra il vecchio modello formigoniano e una nuova ipotesi sperimentale, che appare confusionaria». Un modello sul quale «non ci sono riscontri in altre realtà». E che ha «grandi punti di opacità per quanto riguarda l’assistenza territoriale. Alla fine credo che non produrrà effetti molto positivi sulla sanità lombarda».

L’intervento di Gelli va in linea con quanto già espresso dal gruppo regionale del Pd, con il quale si è più volte confrontato, che ha espresso forti dubbi sulla validità della Riforma sanitaria. E che a breve darà il via ad una serie di sopralluoghi in tutte le realtà lombarde, per prendere visione della situazione delle strutture sanitarie e delle condizioni di lavoro del personale.


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