Luca Galli espulso dalla Lega Nord

Luca Galli espulso dalla Lega Nord

La decisione del direttivo per l’ex presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto

VARESE - Luca Galli espulso dalla Lega Nord: il direttivo del Carroccio ha votato all’unanimità il provvedimento l’altro ieri sera. Conseguenza “diretta” del Molina Gate: la doppia inchiesta che ha coinvolto politici, ex politici e imprenditori. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero di Varese Laura Patelli e condotta dalla guardia di finanza, si divide in due diversi filoni. Che hanno però un medesimo punto d’origine ovvero le verifiche in relazione a due prestiti concessi a privati dalla Fondazione Molina (ente che gestisce la più importante casa di riposo di Varese). Il primo troncone d’inchiesta vede indagati con la sola accusa di peculato Christian Campiotti (Lega Civica), ex presidente del Cda del Molina oggi commissariato, Lorenzo Airoldi (Lega Civica), editore di Rete 55 Tv varesina alla quale, tramite la controllata Rete 55 Evolution, la Fondazione Molina ha concesso un prestito obbligazionario di 450 mila euro e Luca Galli (ex Lega Nord), ex presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto (si è dimesso settimana scorsa), per un secondo prestito obbligazionario di pari importo concesso sempre dalla Fondazione Molina alla Mata spa di Carlo Vimercati. Da quel punto d’origine si è sviluppato un secondo troncone di indagine che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati sempre di Luca Galli, Gianpaolo Ermolli, ex vicesindaco di Varese, e altre sette persone (imprenditori varesini e milanesi) accusati a vario titolo di associazione a delinquere, truffa, riciclaggio e abuso in intermediazione finanziaria, arrivano le prime reazioni politiche. Luca Galli è il solo a comparire in entrambi i tronconi dell’inchiesta quasi fosse un tramite. E il Carroccio si è mosso di conseguenza. Matteo Bianchi, segretario provinciale della Lega Nord Bianchi motiva l’espulsione sottolineando «un distacco politico e umano tra il consulente finanziario ed il partito, il quale perdura dalla campagna elettorale di Varese città. Ma non è tanto l’avviso di garanzia ricevuto ad aver sollevato un problema politico: Galli era stato suggerito anni fa dalla Lega Nord come uomo competente in Fondazione Comunitaria, ma nella sua recente riconferma il Carroccio ha invece giocato un ruolo marginale (a causa del cambio dei vertici della Provincia di Varese ora guidata da Pd, la quale ha nominato ben tre componenti che hanno poi rieletto Galli a presidente della Fondazione) ed il partito lo considera da tempo un battitore libero».

E Carlo Piatti, segretario cittadino del Carroccio aggiunge: «Galli si è rifiutato di fornire spiegazioni o dare risposte in relazione all’indagine che lo vede coinvolto ai vertici del partito. Ha scelto di agire al di fuori del partito. Queste sono le naturali conseguenze di questo suo comportamento. Incompatibile con la trasparenza chiesta dal movimento a tutti i suoi appartenenti».


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