Nessun processo per abuso d’ufficio. Fontana zittisce il “corvo spennato”
Luca Marsico e Attilio Fontana

Nessun processo per abuso d’ufficio. Fontana zittisce il “corvo spennato”

Una lettera anonima aveva accusato l’ex sindaco di Varese. Ma l’indagine è stata archiviata

VARESE - Pgt: nessun abuso da parte dell’allora sindaco di Varese Attilio Fontana. Archiviata l’indagine relativa alla presenza in consiglio comunale dell’ex primo cittadino durante la seduta in cui un consigliere dell’opposizione presentò degli emendamenti che toglievano edificabilità a una ventina di mappali: tra questi vi era un terreno di proprietà della figlia dell’ex sindaco. L’indagine partita da una lettera anonima «inviata allo stesso sindaco Davide Galimberti – ha detto ieri Luca Marsico, legale di Fontana – un corvo spennato – ha ironizzato l’avvocato – visto l’esito della vicenda. Così è stata restituita onorabilità a un amministratore irreprensibile durante i dieci anni del suo mandato come sindaco e al galantuomo che tutti conosciamo».

Sullo scritto anonimo è Fontana ad intervenire: «anonimo per così dire – ha ironizzato l’ex primo cittadino – Le modalità con cui la lettera è stata scritta sono una firma. In calce alla missiva ci sono un nome e un cognome ben precisi».

Fontana rifiuta di rivelare chi, a suo parere, fu il corvo «spennato» che inviò la lettera: «certo non il consigliere che presentò gli emendamenti. Non dirò nulla di più. Io so chi è lui e lui sa che io so. Tanto deve bastare».

Secondo l’ipotesi accusatoria Fontana, con la sua presenza, commise abuso d’ufficio non essendosi astenuto dal votare un punto che in qualche modo ineriva agli interessi familiari. In realtà «si trattava di una ventina di mappali raggruppati insieme, non li conoscevo singolarmente». Inoltre la presenza di Fontana in consiglio comunale non spostò ne avrebbe potuto spostare di un millimetro l’esito della decisione relativa agli emendamenti. Sulla decisione di Galimberti di inviare la missiva anonima in procura ne Marsico ne Fontana eccepiscono: «fu decisione legittima e dovuta» e l’ex sindaco aggiunge: «io stesso, da sindaco, ho sempre inviato alla magistratura qualunque segnalazione potesse paventare l’ipotesi di un illecito».

Per Fontana meno «dovuta – ha detto – è stata la decisione di comunicare immediatamente il fatto ai giornali».

E Marsico ha aggiunto «Galimberti avrà deciso in questo modo per trasparenza ma noi stessi siamo venuti a conoscenza del fatto dalle colonne dei quotidiani locali».

La procura ha aperto un’indagine quale atto dovuto a fronte della segnalazione arrivata dal Comune. Fontana non è stato iscritto nel registro degli indagati.

«Si è sempre trattato di atti relativi a – ha spiegato Marsico – il pubblico ministero Massimo Politi ha doverosamente eseguito tutti gli accertamenti del caso analizzando ogni singolo verbale, ogni singolo documento. Al termine di questi accertamenti no ha rilevato alcuna ipotesi di abuso da parte di Attilio e ha chiesto l’archiviazione».

Il gip Alessandro Chionna ha accolto la richiesta archiviando il tutto. «Ringraziamo la magistratura – hanno detto Marsico e Fontana – non per l’esito dell’indagine, perché quella è ovviamente decisione seguita all’inchiesta, ma per la tempestività con cui la questione è stata sviscerata». E Fontana chiosa: «un procedimento penale è sempre un fatto personale. In questo caso si è trattato chiaramente di un attacco politico di un tentativo, fallito, di screditarmi», «un tentativo di mettere il sindaco Fontana ai margini della politica varesina. Non ha funzionato perché ha sempre agito da amministratore integerrimo».


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