«No all’8 per mille a Islam e Chiesa»

«No all’8 per mille a Islam e Chiesa»

Lega Nord - Duro attacco del segretario provinciale Bianchi. E Ghiringhelli pensa a una raccolta firme contro il papa

La Lega contro l’otto per mille all’Islam. «Ma anche alla Chiesa Cattolica di Bergoglio. Meglio limitarsi a offerte direttamente alle parrocchie».
L’appello è di Matteo Bianchi, sindaco di Morazzone e segretario provinciale della Lega Nord, dopo che l’Ucoii, l’unione delle comunità islamiche italiane, ha proposto di allargare l’Otto per mille anche alle comunità musulmane, oltre alle confessioni religiose per le quali già si effettua l’opzione.
«Leggo la richiesta del presidente della Ucoii in cui lancia la proposta dell’8 per mille alle comunità musulmane e ne sono realmente contrariato - attacca Matteo Bianchi - in questo momento ci manca solo di dare soldi ai musulmani che li utilizzeranno contro di noi, contro la nostra cultura e contro la nostra civiltà».
Non è solo la «provocazione» delle comunità islamiche sull’Otto per mille ad indispettire la Lega Nord, anche l’atteggiamento che Papa Francesco sta tenendo in questi giorni, oltre che l’iniziativa di apertura agli imam e ai rappresentanti delle comunità islamiche, domenica entrati nelle Chiese. «Vista la posizione politica del Vaticano sull’Islam, non ho destinato l’8 per mille alla Chiesa Cattolica ed invito tutti a non farlo in futuro» il coming out di Bianchi, che richiama altri tempi di contrapposizioni tra il Carroccio e il clero, non infrequenti quando Umberto Bossi era il leader incontrastato. «Piuttosto che destinare l’8 per mille, farò, ed invito a fare e a continuare a fare, offerte alla parrocchia locale» confessa Matteo Bianchi, riproponendo così il leit motiv di un establishment ecclesiastico che non sarebbe in linea con le esigenze di una “Chiesa di provincia”, com’è quella dei parroci del territorio a cui il segretario provinciale leghista non esiterebbe a continuare a fare offerte. Il tema in gioco però è fortemente identitario, come spiega Bianchi: «Vorrei una Chiesa che politicamente si schierasse a difesa della cristianità - ragiona l’esponente leghista, che è anche membro del Comitato delle Regioni a Bruxelles - non sto parlando di Fede, argomento su cui mi guardo bene dal dare giudizi, bensì sto criticando la posizione politica di un Capo di Stato che ha avuto suoi predecessori che nei secoli si sono prodigati per fermare l’invasione islamica: non ci fosse stata quell’impostazione politica dei tempi, probabilmente oggi saremmo sotto l’egida di un Califfato. Io sono un conservatore identitario e siccome l’Europa con i suoi valori, la sua cultura ed i suoi usi e costumi io la vorrei anche sei secoli che verranno come l’ho conosciuta oggi, mi spiace, ma non finanzio chi si sta adoperando per cambiarla aprendo a coloro che considero una minaccia per la nostra Europa».
Insomma, una presa di posizione molto forte, che farà di certo discutere. Anche se in casa Lega Nord è tutt’altro che solitaria. Non c’è bisogno di richiamare gli scontri tra l’ex segretario Umberto Bossi e il Vaticano, che in passato portarono l’allora leader del Carroccio a minacciare la revisione dei Patti che regolano i rapporti tra Stato italiano e Chiesa cattolica. L’ex direttore di Telepadania Max Ferrari è in questi giorni uno dei più agguerriti nell’avversare l’apertura alle comunità islamiche, ma persino Sergio Ghiringhelli, ex assessore a Varese, su Facebook è arrivato ad ipotizzare una raccolta firme tra fedeli per chiedere le dimissioni di Papa Bergoglio.


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