«Numeri flop e desolanti. Serve un tavolo urgente»
Preoccupanti, in particolare, i numeri della Tangenziale di Varese

«Numeri flop e desolanti. Serve un tavolo urgente»

Intanto l’Europa vigila sul fondo di garanzia regionale

Pedemontana-flop, i numeri di traffico la bocciano e l’Europa mette nel mirino il fondo di garanzia regionale. «Serve un tavolo regionale urgente su Pedemontana».

È la richiesta di Samuele Astuti, segretario provinciale del Partito Democratico, alla luce dei «desolanti» dati di traffico dell’autostrada inaugurata due anni fa. In particolare, quelli della Tangenziale di Varese, percorsa da meno di diecimila veicoli in media al giorno, dato 2016, addirittura più basso di quello dello stesso periodo dell’anno precedente.

«Conferma - secondo Astuti - di quanto Regione Lombardia e le società controllate abbiano sbagliato sulla gestione di Pedemontana. Da un lato, gran parte degli automobilisti ritiene eccessivi i pedaggi, dall’altro, i continui cambi al vertice della società che gestisce Pedemontana hanno rallentato le procedure senza dare risposte concrete ai territori. Non si può pensare a un rilancio dell’infrastruttura senza un piano industriale serio che coinvolga anche gli enti locali. Il Governo ha più volte manifestato attenzione al problema, ma la questione rimane: per questo riteniamo indispensabile la convocazione di un tavolo regionale per affrontare le questioni da troppo tempo irrisolte».

Conclusasi da poco la gestione guidata dall’ex ministro Antonio Di Pietro, Pedemontana è in mezzo al guado, con il tronco principale ancora da completare nelle tratte B2, C e D, ma con ricavi dai pedaggi assolutamente insufficienti per invogliare gli investitori a metterci del capitale.

Per la Tangenziale di Varese invece resta da capire quando sarà attiva la nuova società regionale mista con Anas, che dovrebbe assorbire l’infrastruttura tra Gazzada e Vedano rendendola gratuita e senza pedaggio. «Entro l’inizio del 2018 al massimo» aveva assicurato solo pochi giorni fa il governatore Roberto Maroni. In una situazione già di per sé delicatissima, va ad aggiungersi anche l’occhio vigile della Commissione europea, interessata dall’europarlamentare del Movimento Cinque Stelle Eleonora Evi per quel che riguarda il fondo di garanzia da 450 milioni stanziato da Regione Lombardia nell’ultima “finanziaria”.

È, come già potrebbe essere stata la defiscalizzazione concessa dal governo Renzi, una violazione delle norme sugli aiuti di Stato? «La Commissione sta indagando, e nel rispondere ad una nostra interrogazione ha ammesso di non essere al corrente di questo sviluppo legislativo del fondo di garanzia - spiega Evi - Pedemontana è un colossale disastro: una spesa pubblica notevolissima e ingiustificata a carico dei cittadini per un’opera insostenibile sul piano economico-finanziario ed ambientale».


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