Pena sospesa o processo. Quale destino per lo stalker?
L’europarlamentare Lara Comi

Pena sospesa o processo. Quale destino per lo stalker?

Patteggiamento col gip, rinvio a giudizio col gup. Il legale della vittima: «Questi sono pessimi segnali»

Il presunto stalker di Lara Comi ha patteggiato a 18 mesi o è stato rinviato a giudizio? A quanto pare tutte e due le cose. «Alle 11.30 dell’altro ieri siamo comparsi in udienza preliminare davanti al gup Patrizia Nobile a Busto Arsizio – spiega Mario Mascia, legale dell’europarlamentare Ppe Lara Comi – Il gup ha rigettato la richiesta di non luogo a procedere del pm Luigi Furno e ha di fatto rinviato a giudizio l’indagato. Fissando l’udienza dibattimentale per il prossimo 22 marzo».

Stando a quanto appreso dall’avvocato Mascia dal giornale “La Nuova Venezia”, però «alle 9.30 dello stessa mattinata sarebbe stato ratificato un patteggiamento a 18 mesi per l’indagato in sede di indagine preliminare, quindi davanti al gip, a 18 mesi con pena sospesa». L’indagato è Giovanni Bernardini, giovane imprenditore originario di Jesolo, che avrebbe perseguitato con pedinamenti, telefonate e messaggi per mesi Comi. Bernardini è stato arrestato lo scorso 23 settembre. «Tre i provvedimenti emessi nei mesi a suo carico», dice Mascia. L’ultimo, un divieto di avvicinamento a Comi, violato a Lecco lo scorso settembre, quando l’imprenditore “innamorato” si è avvicinato alla stadio dove era stata disputata una partita di calcio benefica della nazionale parlamentari cercando di intercettare Comi, violando il divieto di avvicinamento già emesso dal gip.

Il fatto gli è costato l’arresto e la custodia cautelare ai domiciliari. In tasca, a sua detta, Bernardini aveva un anello con diamante da 4 mila euro da donare all’europarlamentare. L’uomo si è sempre dichiarato innamorato, asserendo di non voler perseguitare Comi ma di volerla corteggiare alla vecchia maniera: con fiori, messaggi e regali. Per Comi in realtà si sarebbe trattato di atti persecutori.

Ma la vicenda ora è chiuso o no? «In sede di indagine preliminare è stato accolto il patteggiamento a 18 mesi. Pena sospesa – ribadisce Mascia – ma il gup è andato, giustamente a nostro parere, per la sua strada rinviando a giudizio Bernardini. Il 22 marzo saremo in aula. Il patteggiamento copre molti dei fatti contestati. Ma il gup ha rinviato a giudizio». Che fare? «Si tratta di un’incongruenza normativa in realtà», dice Mascia. «Noi non sapevamo del patteggiamento, tra l’altro. In ogni caso il gup ha respinto la richiesta di non luogo a procedere del pm. Noi siamo parte civile. Il 22 marzo saremo in aula. Ribadendo la nostra posizione. Non esiste – dice il legale – che un uomo, qui l’hanno dipinto come un romantico, possa bersagliare di chiamate non gradite, di attenzioni non gradite, di vicinanze non gradite, una donna. Stiamo parlando di un reato che il gup giustamente ha messo in rilievo».

E Mascia aggiunge: «Forse è perché si tratta di un europarlamentare? Non può essere perseguitata quindi? Sfido chiunque a essere continuamente chiamato, avvicinato nonostante non voglia. Cambiano le abitudini di vita? Sì. C’è timore? Sì. Una pena sospesa non è un giusto segnale. E insistiamo su un risarcimento da devolvere alle associazioni che si occupano di donne molestate, perseguitate e abusate. È un segnale, forte che dobbiamo dare».


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