Quella paura che di notte si impossessa di Varese

Quella paura che di notte si impossessa di Varese

I Giovani Padani, tra spaccio, accattonaggio e altre illegalità, lanciano l’allarme sulla sicurezza in città. Dalla zona stazioni fino ai Giardini, abbiamo provato a mappare i punti del terrore

VARESE - Insicurezza diffusa. Zone della Città Giardino dove, a muoversi la sera, si ha purtroppo paura. Esistono delle vere e proprie aree a rischio sul territorio comunale, dove l’emergenza sicurezza è un problema che si tocca con mano.

A denunciare questa situazione sono i Giovani Padani, il movimento giovanile della Lega Nord che già in passato aveva portato avanti battaglie sul degrado di alcune zone della Città Giardino. Oggi analizzano la situazione complessiva del capoluogo, mettendo in evidenza quelle che sono le criticità che vivono gli abitanti e chi passa abitualmente nelle zone a rischio.

Comparto stazioni e piazza Repubblica

«L’area delle stazioni ferroviarie è una delle zone di Varese dove il degrado è maggioramente diffuso» spiega il coordinatore provinciale dei Giovani Padani del Varesotto, Davide Quadri.

«Soprattutto nelle ore serali – prosegue Quadri – ci si imbatte abitualmente in situazioni di forte disagio, con la presenza soprattutto di stranieri che dormono all’interno della stazione dello Stato». Un problema sociale, ma anche legato alla sicurezza, puntualizza Quadri. «Che sia una situazione di forte insicurezza è un eufemismo – sottolinea – Si trovano tendenzialmente le stesse persone che prima dormivano in quella sorta di accampamento a lato della stazione, che oggi si sono trasferite all’interno della struttura».

Spostandoci verso il centro, c’è il comparto di piazza Repubblica, le cui problematiche sono conosciute e, finora, non hanno ancora visto una soluzione concreta.

«L’area della piazza rimane una delle zone in mano agli stranieri, che, come evidenziato i fatti di cronaca e i continui interventi delle Forze dell’Ordine, portano avanti attività illegali – sottolinea il coordinatore cittadino dei Giovani Padani, Stefano Angei – Un’intera zona del centro della nostra città che è praticamente priva di sicurezza per i cittadini».

Giardini Estensi

Ma anche il cuore della bellezza varesina, ovvero i Giardini Estensi, non si salva dalla “mappatura” delle aree dove imperversano il degrado e l’insicurezza, secondo i giovani leghisti.

«Purtroppo anche i Giardini Estensi, nelle ore notturne, sono colpiti dai disagi delle cattive frequentazioni – aggiunge il coordinatore provinciale Quadri – dal momento che gli ingressi secondari, come il cancelletto dal lato del parcheggio dell’Aci, rimane sempre aperto, gruppi di persone si introducono di notte e stazionano, a quanto siamo riusciti ad appurare, nell’area del parco vicina ai bagni pubblici. E lì si sente spesso, a notte fonda, il rumore dei bonghi e il chiasso di questi “raggruppamenti”. E non è un fenomeno che si verifica solo nei fine settimana, ma anche nei giorni infrasettimanali».

Viale Milano

Tra l’inizio di Biumo e il comparto delle stazioni c’è l’annoso problema di viale Milano.

Dove la presenza di sbandati «indipendentemente dalla nazionalità, ma in maggioranza stranieri», è una costante che genera paura nei cittadini che sono costretti a passare quotidianamente in quella zona.

«Addirittura, vicino agli uffici del Giudice di Pace – dice Angei – di fronte all’Upim, c’è il cortiletto di un’ex Banca, che è diventato una sorta di vespasiano per gli stranieri che stazionano tutto il giorno in quell’area. Usano quel luogo per fare tutti i loro bisogni. Poi, la sera, questo gruppi si spostano dall’area di viale Milano verso il centro di Biumo Inferiore. Portando nel cuore della castellanza la situazione di insicurezza che ormai è una costante anche nel quartiere».

La denuncia che fanno i Giovani Padani diventa quindi un attacco all’amministrazione comunale, che secondo loro «non ha messo in campo quella serie di misure volte a garantire maggiore sicurezza, che erano state promesse. Prima tra tutte, la figura del vigile di quartiere, di cui non si è saputo più nulla.

L’unica certezza è che la promessa non è stata mantenuta e questo servizio non è stato attuato.


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