«Serve un centro di prima emergenza. E deve essere accessibile agli animali»
Maura Aimini (Foto by Archivio)

«Serve un centro di prima emergenza. E deve essere accessibile agli animali»

Maura Aimini, coordinatrice dei City Angels Varese: «Una struttura del genere permetterebbe di trovare delle soluzioni»

Il caso della gatta Milù e del suo compagno, costretto a separarsi dall’animale perché sfrattato e destinato alla vita per strada riaccende i riflettori su un problema che a Varese c’è e se possibile è dolorosamente in aumento: «Sempre più persone – spiega Maura Aimini, coordinatrice dei City Angels Varese – per svariate ragioni si trovano costrette all’indigenza. Si trovano costrette alla vita sulla strada: ad affrontare il gelo su una panchina, come accaduto a Cardano al Campo nei giorni scorsi, a non avere cibo, vestiti, coperte. E non è vero che chi vive per strada ha fatto una scelta precisa: la maggior parte dei senza tetto varesini sono persone che hanno perso il lavoro, si sono ammalate, hanno dovuto affrontare dissesti economici, oppure una separazione e si sono trovate a non poter più disporre di ciò che è necessario per vivere. Generalizzare, parlare di alcolizzati o persone con problemi psichici o ancora di “ribelli” che non vogliono sottostare a delle regole, è assurdo e sbagliato».

E’ il caso, a quanto pare, dell’uomo che nella notte di San Silvestro ha lasciato la sua gatta alle infermiere dell’ospedale di Circolo di Varese: sfrattato e destinato alla strada non voleva che Milù fosse costretta a vivere al gelo chiusa in un trasportino e ha chiesto che venisse adottata. Come in ogni occasione Aimini è concreta e efficace: «Serve una struttura di prima emergenza». spiega ribadendo ciò che da anni sostiene. E’ a lei infatti che prima delle 6 del primo gennaio gli infermieri del Circolo hanno telefonato per cercare di dare una mano al compagno di Milù. «Il punto è che il dormitorio è pieno – spiega la coordinatrice dei City Angels – i Servizi Sociali hanno dei tempi di intervento molto dilatati a causa della pesantissima burocrazia. Un centro di prima emergenza permetterebbe invece di dare un’immediata sistemazione a chi si trova costretto a vivere per strada. Una sistemazione sul breve periodo: il tempo necessario affinché si possa trovare una soluzione se non definitiva quanto meno stabile. In questo modo chi è in difficoltà ha un luogo dove trovare riparo, trovarsi all’improvviso per strada è difficilissimo, i volontari potranno inoltre monitorare la situazione. Ovviamente il centro di prima emergenza deve essere accessibile anche agli animali. In modo da costringere chi chiede aiutato a doversi separare dal suo compagno».


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