«Siamo invasi dai rifiuti». Appello dell’imprenditore

«Siamo invasi dai rifiuti». Appello dell’imprenditore

Nonostante i cartelli e i continui richiami, la situazione non è migliorata nel corso degli anni

Una discarica perenne e che non può essere contrastata, se non con un richiamo alla buona educazione. Richiamo che arriva da Ambrogio Marzoli dell’omonima ditta al civico 115 di viale Valganna, che ogni giorno trova montagne di rifiuti a pochi passi dal cancello.

Il problema è annoso, molto fastidioso, e non facilmente risolvibile.

È capitato perfino che, nel passato, l’ambulanza non riuscisse a entrare nell’azienda a causa del cumolo di rifiuti. Ma niente, nonostante questi episodi, la discarica continua a esistere.

Mercoledì scorso Ambrogio Marzoli ha posto la questione alla polizia locale di Varese, che ha fatto alcune indagini che hanno portato a questa conclusione: l’azienda si affaccia su un passo carraio, nel quale hanno diritto di passo i civici 117 e 119. Sono le persone che vivono in quei civici ad esporre l’immondizia sul passo carraio. Non si tratta, dunque, di una vera e propria discarica. Che fare quindi?

«I vigili ci hanno suggerito di trovare una soluzione tra noi. Secondo me è una questione generale di educazione civica – afferma Marzoli - Da un lato bisognerebbe imporre ai proprietari degli stabili, come io lo impongo a me stesso, di trovare uno spazio interno alle rispettive proprietà dove riporre i cassonetti. Il problema è che qui, negli appartamenti di viale Valganna, ci sono persone che vanno e vengono e a cui le regole dovrebbero essere sempre rinfrescate. Quindi, a mio parere, dovrebbero essere gli amministratori a risolvere la “questione immondizia”, senza lasciarla a se stessa».

Il signor Ambrogio ha provato a mettere alcuni cartelli provvisori per ricordare alle persone quelli che sono i giorni della raccolta di immondizia, questo per evitare che le persone accumulino i rifiuti sulla strada giorno dopo giorno. Capita ripetutamente che Aspem riscontri anche nei sacchi contenuti che non sono in regola con la raccolta differenziata.

«In quel caso il problema diventa pure peggiore, perché le immondizie non vengono ritirate, ma lasciate sul posto – continua Ambrogio - Secondo me gli operatori ecologici, oltre a capire se i sacchi siano o meno conformi alle regole, dovrebbero anche segnalare le irregolarità in modo che nella zona aumentino i controlli».

L’azienda Marzoli si trova in viale Valganna da generazioni e generazioni e, alla domenica sera, ha sempre portato in via Ferraris la pattumiera perché lì «il sacco fa meno brutta figura». «Invece di spendere tanti soldi in tanti cose, tappiamo i buchi delle strade e imponiamo più ordine» continua Marzoli che, per non rischiare di trovare auto parcheggiate davanti all’ingresso della propria azienda, su un terreno di sua proprietà, ha posizionato due fioriere. «Per queste due fioriere pago 700 euro all’anno di occupazione di passaggio pubblico» dice Ambrogio che specifica: «all’inizio pagavo la stessa somma per “occupazione di suolo pubblico”, poi ho dimostrato che il terreno è mio, ed è stato da quel momento che ho pagato “l’occupazione di pubblico passaggio”».

Ma la cosa suona come un “nonsense”, come a dire: «perché con le fioriere si usa tutto questo rigore, mentre la “discarica” viene tollerata?».


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