Un bello schiaffo alla transfobia. Varese combatte in prima linea

Un bello schiaffo alla transfobia. Varese combatte in prima linea

Ieri il Transgender Day in Comune. Boschini : «Felice del supporto delle istituzioni»

VARESE - Uno bello schiaffo alla paura del diverso, di ciò che non si comprende, che non si riesce - o non si può - accettare. Uno schiaffo in faccia alla transfobia.

Questo è il messaggio che esce dal Transgender Day organizzato ieri nella Sala Matrimoni del Comune di Varese. Grazie alle rassicuranti esperienze raccontate da Loredana Monti e Yvan Molinari, due persone trans che vivono, lavorano e studiano nella nostra provincia, e grazie alla presenza dell’assessore Dino De Simone in rappresentanza della giunta, la città, le istituzioni e tutto il nostro territorio hanno dimostrato una volta di più come siano pronti a battersi in prima linea per quel bene superiore e inviolabile che è l’uguaglianza.

Una Sala Matrimoni praticamente piena ieri pomeriggio ha visto due persone trans raccontare le proprie vite e le proprie storie nell’ambito del Transgender Day of Remembrance o TDoR, una ricorrenza della comunità Lgbti per commemorare le vittime dell’odio e del pregiudizio anti-transgender. Loredana Monti è una donna trans, cioè un uomo che ha effettuato una transazione del proprio corpo da femmina a maschio ed è un’assicuratrice, Yvan Molinari invece si è sottoposto al procedimento inverso e ora è uno studente dell’Università dell’Insubria.

Le loro esperienze hanno dimostrato come i rispettivi “mondi”, quello lavorativo e universitario del nostre territorio abbiano fatto di tutto per agevolarli in questa delicata situazione.

«Durante l’incontro è venuta fuori molto l’idea strampalata che i trans si prostituiscano e basta, senza lavorare o fare altro - racconta Giovanni Boschini, presidente di Arcigay Varese - In realtà non è così, il tasso di occupazione di persone trans è molto alto, e Loredana lo dimostra. Nella sua azienda, come all’Insubria, stanno mettendo in atto procedimenti per aiutarli, dal cambio dei biglietti da visita ad un libretto con il nome maschile e non più femminile. È molto importante, significa che il territorio combatte unito contro la paura».

Combatte unito anche grazie alle istituzioni. Il Comune in primis, che dopo la collaborazione per l’ultimo Pride, ha dimostrato anche ieri la sua vicinanza alla comunità Lgbti. «De Simone ha introdotto l’evento dicendo che il Comune è la nostra casa - chiude Boschini - Siamo stati molto contenti delle parole e dell’appoggio che ci stanno dando».


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