«Un sindaco non può esprimersi come farebbe un bambino»

«Un sindaco non può esprimersi come farebbe un bambino»

Galimberti torna a criticare il collega di Busto Arsizio. «I problemi vanno affrontati»

VARESE - «Un sindaco non può dire, di fronte ad un problema, che il ministro deve venire a vedere la situazione. Non è un modo serio per di affrontare fenomeni complicati come fare fronte alla migrazione. Quella che è stata detta è la risposta che darebbe un bambino di sette anni».

Un duro attacco, che arriva dopo uno scontro a distanza che ha tenuto banco già nei giorni scorsi, quello che Davide Galimberti, sindaco di Varese, ha lanciato nei confronti del collega di Busto Arsizio Emanuele Antonelli.

Va sottolineato che Galimberti, durante il suo intervento, non ha mai nominato Antonelli per nome. Ma il riferimento «ad un sindaco della nostra provincia» sembra apparire molto chiaro, dal momento che ha contestato una dichiarazione del primo cittadino di Busto. Nello specifico, quando è “esploso” il caso migranti, Antonelli aveva lanciato l’appello al ministro dell’Interno Minniti di «venire a Busto a vedere come è la situazione».

E proprio queste parole Galimberti ha citato, criticando colui che le ha pronunciate. E nello specifico il sindaco di Varese ha detto chiaramente che «una persona che pronuncia queste parole non può fare il sindaco, perché anziché cercare una soluzione al problema lo commenta come farebbe un bambini di 7 anni».

Questo il duro attacco, arrivato poco dopo le 23 di venerdì sera, che Galimberti ha quindi lanciato verso la fine dell’incontro di venerdì, alla Festa dell’Unità, durante il quale è stato fatto il punto sull’attività amministrativa ad esattamente un anno dalla vittoria.

Galimberti è quindi tornato sul problema dei richiedenti asilo che giorni fa hanno “marciato” da Busto Arsizio sul capoluogo. Un argomento che era già stato, sempre nei giorni scorsi, terreno di scontro tra i due amministratori.

All’indomani della protesta dei migranti, Galimberti infatti, attraverso un comunicato, precisava: «L’amministrazione di Varese affronta i temi dell’immigrazione senza demagogia, impiegando i migranti in lavori socialmente utili e mettendo in campo un’accoglienza diffusa. Il Comune di Busto invece di urlare, lamentarsi e ipotizzare guadagni sui migranti per il comune come affermato dal Sindaco Antonelli nell’intervista sul quotidiano “La Provincia di Varese” del 4 agosto 2016 in cui affermava: “Gestiamoli noi come Comune, invece di far guadagnare milioni alle cooperative. Così ci riprenderemmo i soldi”, si faccia carico di questa emergenza e risarcisca i cittadini di Varese per i disagi che ha provocato. Chiediamo inoltre al Prefetto di destinare le somme per l’ospitalità destinate alla Cooperativa KB al Comune di Varese per questi due giorni di presenza in Città».

A questa presa di posizione, arrivava la replica di Antonelli: «Forse è a Roma che intende approdare, dal momento che è in campagna elettorale perenne, utilizzando i migranti come cavallo di Troia per accedere ai più alti vertici del suo partito e del governo. Fossi in lui mi vergognerei: sta usando queste persone, in estrema difficoltà, per raggiungere una sua ambizione personale, quella di diventare capopopolo». Lo scontro insomma va avanti.


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