«Unico interesse: salvare La Quiete»
Giuseppe Adamoli, storico esponente del Partito Democratico di Varese

«Unico interesse: salvare La Quiete»

Giuseppe Adamoli, consigliere regionale Pd, auspica un lavoro congiunto di Galimberti e Maroni per poter salvare la clinica varesina

«La Quiete è un patrimonio di tutti i varesini. E svolge un’importantissima funzione: è una clinica privata, ma grazie ad una serie di convenzioni con il servizio sanitario, per gli utenti è come se fosse pubblica».

Giuseppe Adamoli, già consigliere regionale del Pd, con una lunghissima e importante esperienza in Regione e sulla materia della Sanità, interviene sulla vicenda della Quiete. Lunedì 25 luglio si svolgerà l’asta per l’acquisto della storica clinica. E il futuro dei dipendenti, e di un’importante pagina di storia varesina, si giocherà in quell’occasione.

A damoli, quali sono i rischi per i cittadini, se la Quiete dovesse chiudere i battenti?


La Quiete è una clinica privata con molti servizi convenzionati con la Regione.
Quindi, per i cittadini è come se fosse pubblica. E i varesini infatti si sono sempre rivolti alla Quiete con fiducia perché sanno che ha un’elevata qualità nei servizi.

Da qui appare strano il silenzio dei vertici della Regione.

Il Pd ha più volte interpellato il presidente Roberto Maroni. La Lega ha risposto, anzi c’è chi si è mosso subito, come il segretario cittadino leghista Marco Pinti. Ma Maroni no.

Io penso che su partite come questa sia necessario evitare le strumentalità politiche.
Il sindaco Galimberti e il presidente Maroni dovranno lavorare insieme per raggiungere l’obiettivo del salvataggio.
Gli interessi di parte non devono entrare in questo quadro. Tra l’altro il direttore generale della Sanità Daverio è di Varese e conosce benissimo le potenzialità della Quiete.

Quindi un silenzio strano?

Il silenzio di Maroni è effettivamente sorprendente.
Tuttavia, penso e spero che questo silenzio significhi che Maroni sappia sulla vicenda molto più di quanto possa svelare.
Lo dico in senso positivo: se non si è esposto, potrebbe significare che effettivamente conosca elementi incoraggianti per la situazione della clinica.

In caso contrario?

Se non fosse così, questo appartarsi di Maroni sarebbe un errore clamoroso. Tanto più che lui è di Varese.

Cosa prevede dall’asta di lunedì?

Mi auguro che vada a buon fine e porti buone notizie.
Il problema, tuttavia, sarà quello di tutelare l’alto livello qualitativo dei servizi offerti.
Questo il compito che avranno le istituzioni, da quelle comunali, guidate dal sindaco Davide Galimberti, a quelle regionali, con il presidente Maroni. E soprattutto dovrà esserci un progetto industriale di rilancio.

Ha timori da questo punto di vista?

Ho visto la lettera di Arturo Bortoluzzi, presidente dell’associazione Amici della Terra, che segnalava il rischio che il parco della clinica diventasse edificabile.
Questa non può essere una moneta di scambio.
Ma io ho fiducia nell’amministrazione comunale di Varese. La clinica deve finire in mano ad operatori del settore che sappiano riportarla al successo che merita. n


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