Ville e giardini, è stato un successo
I numeri della manifestazione rimarcano l’ottima riuscita: 265 partecipanti competitivi, 410 non competitivi (tra cui 50 bambini e almeno 5 nonni)

Ville e giardini, è stato un successo

Al via davanti a tutti il sorriso di Cristina Maracci, testimonial della lotta contro la Sla

Ben 265 partecipanti competitivi, 410 non competitivi (tra cui 50 bambini e almeno 5 nonni). Si conferma ancora una volta un successo la city-country «Tra Ville e Giardini» che si è svolta ieri sera nelle strade di Varese, con partenza dai Giardini Estensi alle 20.

Tra i podisti c’era anche il vostro quotidiano: la testata «La provincia di Varese» ha corso sulle pettorine di tutti i partecipanti. Il momento del via è stato entusiasmante: davanti a tutti c’era il sorriso di Chicchi, ovvero Cristina Maracci, testimonial della lotta contro la Sla. La presenza di Chicchi, come sempre, ha spronato tutti a dare il meglio di sé.

In pole position anche due torinesi venuti apposta per correre la corsa più green del territorio; Matteo Stranges e Giulio Schiavo. Non hanno potuto resistere al richiamo di una corsa definita green perché il percorso si sonda tra i parchi e che mette in palio una medaglia eco (di legno).

Anno dopo anno, la bellezza della corsa ha superato i confini del territorio con il passaparola. Basta pensare che lo scorso anno la corsa giunta alla sua terza edizione vantava la presenza del maratoneta Abdelhadi Tyar che ha portato a termine il percorso in 33 minuti e 43 secondi. Risultato che è stato superato dal vincitore di quest’anno, che ha tagliato il traguardo in 32 minuti.

«Con questa corsa Varese ha la possibilità di mettere in mostra i suoi angoli migliori, i runner corrono come su un tappeto rosso» ha detto Rinaldo Francesca, presidente dei Runner Varese, sottolineando come per l’occasione venga aperto anche il parco di villa Panza.

«E’ una corsa affascinante» ha affermato Matteo Bregani. «Io ho partecipato a tutte e quattro le edizioni, il percorso è tutto da gustare, sempre che la vista non si annebbi per la fatica» ha aggiunto Gabriele Croce. «E’ faticosa, ma piace» è il commento di Paolo Bulgheroni.

C’è chi ha sfruttato la manifestazione per prepararsi a una corsa master in montagna, come Emanuela Fossa, che ha precisato: «è un percorso impegnativo e bello allo stesso tempo». C’è chi è venuta per curiosità, come Maria Gabriella Milani: «tutti mi dicevano di provare». E c’è chi ne ha approfittato per fare due passi con il cane, come Stefania Broggi con il piccolo Bart.

La finalità della gara è benefica: con il ricavato delle iscrizioni gli organizzatori della manifestazione – ovvero l’associazione sportiva Runner Varese – contribuiranno all’acquisto di defibrillatori delle scuole del comune.

Sul percorso della gara si sono distribuiti 80 volontari (tra cui gli irriducibili del gruppo Alpini, della Famiglia Bosina e dei Marciatori Varese). Per la prima volta la corsa ha sdoganato i Pacer, ovvero i marciatori contapassi che danno il ritmo e la velocità “di crociera”: «abbiamo introdotto una figura presente nelle gare internazionali» ha spiegato Giuseppe Micalizzi, medico della manifestazione insieme a Marco Vitali e al fisioterapista Andrea Micalizzi, che si è messo a disposizione per massaggiare gli atleti prima della performance sportiva.

Il meteo è stato clemente: non ha piovuto e i runner, dopo la corsa, hanno anche potuto godere i giardini e gustare il cibo preparato per loro (tra cui le salamelle alla griglia). E’ stata, a conti fatti, una vera festa.


© RIPRODUZIONE RISERVATA