«Volevo vivere, e ci sono riuscita»
I bambini del Ponte del Sorriso durante la “riunione di redazione” (Foto by Varese Press)

«Volevo vivere, e ci sono riuscita»

Emozioni - I bimbi del Ponte del Sorriso in redazione, giornalisti per un giorno: «Sindaci, noi Varese la vogliamo così»

VARESE - Alti un soldo di cacio, ma con una statura morale enorme e intonsa. Puri come si può essere solo a 10 anni e dintorni, ma già messi dal destino davanti a prove non facili da superare.
Eppure gioiosi, contagiosi, esuberanti. Felici, in una parola: di quella felicità che diventa la risposta – e la rivincita – più bella da prendersi contro una malattia. Puntigliosi, infine: difficile darla a bere a chi vede la vita senza sovrastrutture, senza schemi che ne inquinano l’essenza.

Sogni e richieste

Quello appena scritto è l’identikit di coloro che ieri sono stati i “Direttori per un giorno” de La Provincia di Varese, portando avanti la bella iniziativa che da mesi periodicamente anima il nostro giornale. Questa volta, però, niente sportivi, né attori teatrali, né cantanti: solo e semplicemente Elena, Sofia, Valentina, Mäeva, Andrea, Aurora ed Elisa. Sono alcuni dei piccoli pazienti del reparto di Pediatria dell’Ospedale del Ponte di Varese, accompagnati in redazione dalle volontarie dell’associazione Ponte del Sorriso.
Un sogno realizzato: per loro, che hanno finalmente scoperto da vicino come si svolge la vita di un vero quotidiano, partecipando attivamente a dinamiche, meccanismi e decisioni; per noi, che ci siamo fatti trasportare per qualche ora dalla loro carica vitale, dal loro entusiasmo e – perché no? – dai loro spunti di riflessione. I “direttori” si sono presentati al terzo piano di via Marcobi 4 intorno a mezzogiorno, facendo subito la conoscenza con il nostro mondo in tutte le sue sfaccettature: hanno incontrato chi si occupa della grafica, chi cura la parte pubblicitaria e commerciale e – guidati da Alessandro Terranova – hanno cercato di carpire tutti i segreti dell’universo web che al giorno d’oggi costituisce una propaggine fondamentale per qualsiasi quotidiano.

Più forti di tutto

Subito dopo sono entrati nel cuore de La Provincia, incontrando prima i redattori Francesco Caielli, Bruno Melazzini e Sara Bartolini, poi il “vero” direttore Andrea Confalonieri e il nostro editore Michele Lo Nero. Qualche convenevole, qualche spiegazione e il tanto agognato via ai lavori, prendendo posto – tutti insieme – nella sala riunioni.
Lì, i “direttori per un giorno” ci hanno guidato nella scrittura di una lettera da mandare ai candidati sindaco delle prossime elezioni amministrative varesine: dentro ci sono finiti i loro desideri, la loro visione di una città che fra qualche anno li accoglierà come giovani del futuro.
Non pensate che sia stato uno scherzo: il risultato – che potete leggere in prima pagina – contiene necessità da prendere senza dubbio in considerazione, oltre alle “giocose” esigenze che bambini di 10 anni possono avere (una su tutte: «Una scuola senza compiti»). È stato così che il pezzo ha preso forma grazie alla partecipazione di tutti i nostri ospiti.
Una pizza tutti insieme, qualche disegno e un po’ di sano divertimento sono stati la ciliegina sulla torta di una mattinata intensa, culla di un’esperienza formativa più per noi che per loro.
Come quando Valentina ci ha letto una poesia da lei scritta sul coraggio: «… Io sono stata in ospedale, ho sofferto, ho pianto, ho combattuto, sono caduta e mi sono rialzata. Volevo vivere e ci sono riuscita». Non esiste fatto, notizia, confronto che sia più carico di significati per un essere umano che entrare nel cuore di un bambino che ha sofferto. E non esiste consolazione più grande scoprirne, più forte di tutto, il sorriso.


© RIPRODUZIONE RISERVATA