Galli sfiora il colpaccio. E avrebbe già la maggioranza

Galli sfiora il colpaccio. E avrebbe già la maggioranza

L’ex presidente della Provincia si ferma al 49,10%: il 25 giugno sarà sfida con l’uscente Cavalotti. Che, ieri, ha preferito non commentare il voto

Dario Galli ha sfiorato la clamorosa vittoria già al primo turno, ma il distacco con il centrosinistra è piuttosto sensibile, apparentemente incolmabile. La poltronissima tuttavia verrà assegnata tra due settimane in occasione del ballottaggio con Laura Cavalotti, sindaco uscente.

Galli ha stravinto il primo round con quasi 1.300 voti di vantaggio: 4.401 voti (49,10%) per Galli del centrodestra contro i 3.149 voti (35,13%) della Cavalotti, sostenuta dalla coalizione di centrosinistra.

Il feudo di Abbiate

Galli ha costruito il successo parziale soprattutto nel “feudo” storico di Abbiate, ma in realtà in tutti i seggi il centrodestra ha fatto registrare risultati migliori rispetto agli avversari. Quindici seggi su quindici con la punta massima ottenuta al seggio 3 di Tradate dove addirittura Galli ha fatto registrare quasi il doppio dei consensi (55,17% contro il 28,20%). In diverse sezioni (3, 5, 6, 8, 9, 15) Galli ha oltrepassato la soglia del 50%, rendendosi inavvicinabile.

Numeri che raccontano una dominio netto, ma ancora non definitivo anche se è moto difficile ipotizzare che la situazione nel giro di due settimane possa essere ribaltata. Una “remuntada” della Cavalotti, allo stato delle cose, appare inimmaginabile anche se qualcosa potrà cambiare da qui al 25 giugno, data del ballottaggio.

L’ “anatra zoppa”

Intanto Galli, sospeso tra la delusione di chi avrebbe voluto chiuderla al primo colpo e la soddisfazione di aver raggiunto quasi la metà degli elettori tradatesi, già pensa al ballottaggio: «Ieri mattina – racconta Galli – il risultato era stato preso quasi come una sconfitta perché non si era vinto al primo turno, ma ci si dimentica che contro c’era il sindaco uscente e che non sono più sindaco da una quindicina di anni. Il risultato, invece, per me è molto buono. Volevo ringraziare tutte le persone che ci hanno votato e le quattro liste che hanno fatto una lavoro straordinario. Noi continueremo con la nostra campagna elettorale: metteremo in evidenza ciò che intendiamo fare nel caso fossimo eletti, cercando di essere propositivi come abbiamo fatto finora. Abbiamo solo bisogno che le persone che ci hanno votato al primo turno tornino a votarci al secondo».

Il sindaco uscente, Laura Cavalotti, ieri non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche. Pur contattata, non ha commentato i dati del primo turno al voto. Pare abbia preferito riordinare le idee. C’è poi un aspetto da approfondire e che sta facendo discutere in città: la possibile situazione dell’anatra zoppa, quando cioè i voti di lista superano il 50% (a Tradate si tocca il 50,29%) garantendo un premio di maggioranza al sindaco della coalizione. In questo caso Galli otterrebbe la maggioranza dei consiglieri a prescindere dall’esito del ballottaggio con 9 seggi a favore. In caso di vittoria la Cavalotti si troverebbe in minoranza in consiglio comunale. In realtà il Ministero ha abbassato tale quota di Galli portandola a 47,40% e dunque secondo l’interpretazione ministeriale la situazione dell’anatra zoppa non si concretizzerebbe, anche se le scuole di pensiero sono diverse.

Le altre liste hanno ottenuto solo le briciole. Plebani ha ottenuto 680 voti pari al 7,59%. Il Movimento Cinque Stelle, in linea con tutti gli altri risultati deludenti riscontrati in tutta Italia, ha conquistato solo il 5,85% dei consensi complessivi. Massimiliano Russo con Movimento Etica solo il 2,34 con 210 voti.


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