La tunisina leghista che dice no al burqa
Hajer Fezzani entra ufficialmente in consiglio comunale a Malnate in quota Lega. Dicendo no al burqa

La tunisina leghista che dice no al burqa

Malnate, Hajer Fezzani entra in consiglio comunale al posto della dimissionaria Chiara Speranzoso. Primo atto: un pacchetto di mozioni tra le quali spicca quella che chiede la multa per chi copre il viso

Una tunisina leghista a favore della mozione che vieta il burqa a Malnate: nelle ultime ore, infatti, la Lega Nord ha presentato in consiglio comunale un pacchetto di mozioni tra le quali spicca quella contro il burqa. Una mozione firmata anche dalla consigliera del Carroccio Hajer Fezzani, new entry del consiglio comunale malnatese, anche se si tratta di una vecchia conoscenza della politica cittadina.
Fezzani, infatti, originaria della Tunisia, ma perfettamente inserita da anni nel tessuto sociale locale, in occasione dell’ultima tornata elettorale era stata insignita del titolo di segretario cittadino della Lega Nord. Poi le vicende si sono evolute e della combattiva leghista tunisina si erano perse un po’ le tracce. Ma nelle ultime ore il suo nome è tornato d’attualità visto che in consiglio comunale andrà a sostituire la dimissionaria Chiara Speranzoso e affiancherà la collega di partito Paola Cassina.

«Integralismo oppressivo»

Il primo atto, estremamente significativo considerando anche le sue origini, è l’adesione alla mozione anti burqa. Documento che verrà discusso nel prossimo consiglio comunale: «Si chiede – si legge nel documento - che il burqa e altre forme simili di vestiario (ad esempio niqab, hijab) che coprono più o meno integralmente il viso e il capo delle persone che costituiscono, secondo la cultura italiana, una forma di integralismo oppressivo della figura femminile e di costrizione della libertà individuale e di dignità della donna venga vietato in luoghi pubblici o aperti al pubblico».
La mozione presentata dalla Lega fa riferimento alla norma che fa riferimento al tema delle disposizioni sulla tutela dell’ordine pubblico: «Bisogna considerare – ripetono i leghisti - che anche in altre nazioni hanno adottato tale provvedimento (Francia) e Canton Ticino (addirittura qui la legge fissa ammende da un minimo di 100 e un massimo di 10 mila franchi ove gli importi massimi sono previsti per i casi di recidiva e, naturalmente, anche per esercitare un effetto deterrente)».

Occhio ai Nidi

La questione del burqa viene collegato a temi di sicurezza e non solo: «Anche il recente parere della Corte Europea dei Diritti Umani – insiste il Carroccio - ha confermato che la legge che vieta di nascondere integralmente il viso non viola il diritto alla libertà di religione nè quella al rispetto della vita privata».
Durante il consiglio comunale si discuterà anche di altre mozioni e interrogazioni a partire da quella sul centro cottura per la gestione del servizio di refezione scolastica. Ci sono diversi aspetti trattati, in particolare la questione del bando, ma non solo: «Nel mese di luglio i bimbi che frequentano l’asilo nido comunale di via Caprera verranno trasferiti nella scuola dell’infanzia Sabin sempre in località Gurone. La cucina del Nido sarà inagibile per via dei lavori di adeguamento alle norme antincendio e il centro cottura delle scuole Bai deve essere sgomberato entro il 15 luglio 2016. Chi, dove e come – si chiedono le consigliere della Lega Nord - preparerà o servirà i pasti nel mese di luglio ai bimbi frequentanti l’asilo nido estivo?».


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