«Ma come è successo...?»

«Ma come è successo...?»

Due donne investite sulle strisce a Azzate, una gravissima. Il sindaco: «Quell’attraversamento è sicurissimo»

La polizia locale cerca testimoni sull’incidente avvenuto in via Piave l’altro ieri mattina: in tantissimi raccolgono l’appello. Ieri mattina, come ogni sabato, l’ufficio di polizia locale di Azzate avrebbe dovuto lavorare a orario e organico ridotto: gli agenti erano invece tutti presenti.

Alle 10 di venerdì, infatti, in via Piave madre e figlia, 86 anni la prima, 55 la seconda, sono state investite in pieno da un’auto mentre attraversavano sulle strisce pedonali. L’automobilista, una donna residente a Daverio, si è subito fermata ma i vigili hanno voluto raccogliere quante più testimonianze possibili per ricostruire in modo completo l’accaduto. L’ipotesi, infatti, è che a causare il pauroso schianto (l’ottantaseienne è molto grave) sia stato un attimo di distrazione da parte dell’automobilista.

Alla donna di fatto gli agenti hanno sequestrato il cellulare: l’analisi dello smartphone stabilirà (perchè al momento non ci sono certezze si tratta di una verifica dovuta) se la donna al volante stesse utilizzando il cellulare in modo improprio al momento dell’incidente. Come da prassi l’automobilista è stata sottoposta ad alcoltest e al test per il rilevamento dell’utilizzo di stupefacenti: gli esiti delle analisi non sono ancora stati depositati, ma entrambi i test dovrebbero risultare negativi. Niente alcol ne droga. Resta da capire cosa possa aver causato un incidente tanto grave che potrebbe costare la vita alla pensionata. L’attraversamento «è sicuro - spiega il sindaco di Azzate Gianmario Bernasconi - certo si può sempre migliorare ma la segnaletica è stata completamente rinnovata lo scorso autunno. La visibilità è buona e l’attraversamento è chiuso tra due rotatorie che limitano la velocità di percorrenza».

Da qualunque parte si arrivi, da Daverio come in questo caso oppure dalla direzione opposta, quando l’auto arriva in prossimità dell’attraversamento è appena uscita da una rotonda: nelle peggiore delle ipotesi è in fase di leggera accelerazione. Insomma in quel punto le macchine non viaggiano oltre i limiti. Quanto meno è molto difficile farlo. «Ho chiesto agli agenti di controllare anche la segnaletica verticale - spiega Bernasconi - un cartello divelto da un vandalo, oppure abbattuto da un mezzo, può capitare. La segnaletica è intonsa». Si cerca dunque la ragione di un incidente gravissimo che avrebbe potuto avere un esito ancora più drammatico. Ed è la ragione dell’appello rivolto dai vigili ai testimoni: più dettagli consentiranno di avere un quadro completo della situazione al di là delle dichiarazioni delle persone coinvolte. Tutte le testimonianze sono state verbalizzate e saranno inserite nel fascicolo poi depositato in procura. L’autorità giudiziaria, quale atto dovuto, ha indagato l’automobilista per lesioni stradali. Ora va accertato cosa abbia causato lo schianto posto che la visibilità in quel punto è ottima.


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