Preso il ladro acrobata dell’A8 a Castronno
Il ladro saliva sul tetto del distributore Tamoil sull’Autolaghi a Castronno, poi rimuoveva la copertura del tetto e si calava negli uffici ripulendo la cassa (Foto by archivio)

Preso il ladro acrobata dell’A8 a Castronno

Saliva sul tetto della stazione di servizio dell’Autolaghi e si calava all’interno rubando l’incasso

CASTRONNO - E’ finito tra le braccia dei carabinieri che lo aspettavano in ufficio con le manette pronte: si è conclusa nelle ultime ore l’avventura del ladro acrobata dell’area autostradale di servizio Tamoil di Catronno, beccato mentre tentava l’ennesimo furto ai danni della struttura che spunta lungo l’Autolaghi.
L’uomo, denunciato a piede libero per furto aggravato e continuato, è stato smascherato grazie all’attività investigativa condotta dai carabinieri della stazione di Carnago, coordinati dal comandante Valerio Liberatore. Ma anche grazie alla tempestiva collaborazione fornita dal gestore dell’area di servizio, Sebastiano Granata.

Un ex dipendente

Il ladro, infatti, un albanese senza fissa dimora di una quarantina d’anni, era stato già un vecchio lavoratore dell’area di servizio, motivo per cui era evidentemente a conoscenza dei movimenti compiuti all’interno della struttura e sapeva come muoversi all’interno della stazione di servizio. Con tutte le informazioni del caso in pugno, non è stato complicato per lui entrare, chissà quante altre volte, per ripulire la cassa dell’area di rifornimento.
Secondo una ricostruzione sommaria della vicenda, infatti, gli ammanchi dalla cassa dell’area di servizio sarebbero stati diversi. Si tratterebbe di numerosi colpi messi a segno in varie situazioni ben distinte. L’artificiosa tecnica utilizzata dal ladro acrobata si è dimostrata estremamente efficace. L’uomo si arrampicava sulla copertura dell’edificio.
Poi rimuoveva un pannello e camminava lungo il sottotetto fino all’ufficio dell’amministrazione. A quel punto, sempre secondo alcune informazioni parziali, avrebbe rimosso un secondo pannello calandosi all’interno della struttura. Anziché puntare verso la cassa, però, l’altra sera si è scontrato con i carabinieri che, in seguito a una serie di appostamenti, avevano anticipato le sue mosse beccandolo in flagrante. Gli investigatori, che avevano ascoltato nelle settimane precedenti il gestore dell’area, hanno ricostruito perfettamente gli accadimenti e di fronte al fatto che non fossero presenti segni di effrazione, ogni volta che si registravano furti in cassa, è stato subito ipotizzato che l’incursione avvenisse in modo molto diverso rispetto a un tradizionale scasso. Per la cattura del ladro è stata decisiva anche la collaborazione del gestore che fin dai primi colpi si è attivato per capire cosa effettivamente stava accadendo.

Bottino da quantificare

L’artificiosa tecnica è stata scoperta dai militari che ora stanno ricostruendo l’esatta sequenza dei furti. Si parla di alcune migliaia di euro, distribuite in diversi colpi, anche se per il momento non è ancora chiara l’esatta consistenza della refurtiva. Ma intanto il ladro è stato smascherato e i misteriosi furti sono stati svelati.


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