Quell’emozione che vince ogni fatica. Il viaggio di Bloisi è il più bello di sempre
La bici di Bloisi listata a lutto

Quell’emozione che vince ogni fatica. Il viaggio di Bloisi è il più bello di sempre

Giovanni e i suoi 61 anni in bici nei campi di sterminio. la bandiera listata a lutto per il terremoto

Emozioni fortissime da togliere il fiato, fatica, incontri speciali e nuove amicizie: è stato tutto questo il nuovo incredibile viaggio in bici compiuto da Giovanni Bloisi, 61 anni, pensionato di Varano Borghi, che in 35 giorni ha pedalato per ben 3.845 km, attraverso ben dieci Stati. Partito il 26 luglio, Bloisi ha fatto ritorno a Varano il 31 agosto, reduce dall’ennesimo “viaggio della memoria” questa volta dedicato alla visita di ben 10 campi di concentramento nazisti. «È stato il più bel viaggio che potessi immaginare - racconta il superciclista - ho incontrato tanta gente d’ogni nazione e provato emozioni indescrivibili». Tra i tanti aneddoti quello dell’incontro davanti a un passaggio a livello in Austria, con Wang, cinese giramondo, anche lui in bici. «Con il mio inglese così così e con il suo ancora peggio siamo riusciti comunque a capirci - prosegue Giovanni - gli ho spiegato la storia della deportazione degli ebrei che lui conosceva sommariamente e così ha voluto venire con me a Dachau; appena visto quell’orrore, Wang si è inginocchiato e si è messo a pregare per poi abbracciarmi, dicendomi che non si sarebbe mai aspettato di vedere un simile orrore». Con il ciclista cinese, al quale Bloisi ha insegnato a cantare “Bella ciao” e “Quel mazzolin di fiori”, è nata una bellissima amicizia, suggellata anche da qualche buona bevuta di birra e mangiata. Emozioni ancora più forti, il ciclista varesotto le ha vissute in un altro campo, quello di Buchenwald. «Quando ho visto i ganci a cui venivano appese le vittime vive degli esperimenti medici ho avuto una crisi emotiva e sono dovuto uscire - racconta con la voce rotta - non sono riuscito a pedalare per qualche ora e “dialogando” con la mia bici, ho deciso di andare verso Berlino, saltando la visita ad altri due campi». Troppo l’orrore visto; Bloisi ha poi reso omaggio, listando a lutto la bandiera italiana che, con quella della pace, lo accompagna in tutti i viaggi, le vittime del terremoto del 24 agosto. «Ho incontrato tantissime persone da cui ho ricevuto incoraggiamenti e aiuti, persino da un disabile sordomuto, che con la sua bici mi ha accompagnato personalmente per non farmi sbagliare strada - ricorda Giovanni -. In Germania ho incontrato una coppia tedesca che poi sulla via del ritorno sono andato a trovare a Rimini». Non sono mancati i momenti di difficoltà fisica; gli sbalzi di temperatura hanno comportato la comparsa della febbre a 38,debellata in due giorni. Ci vuole ben altro per fermare Blosi che come sempre racconterà poi del suo viaggio alle scuole e alle associazioni che lo inviteranno.n 
M.Fon.


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