«Un piccolo borgo toscano nel centro di Morazzone»

«Un piccolo borgo toscano nel centro di Morazzone»

Dalla ristrutturazione di Casa Macchi un volano per il rilancio del paese e del territorio

Dalla generosità di Marialuisa Macchi la scintilla per rivitalizzare il centro storico di Morazzone. A Casa Macchi sorgerà una sorta di “museo del mondo che fu”. «Non sarà un museo, sarà solo Casa Macchi. E la restaureremo identica a come è rimasta» annuncia il vicepresidente esecutivo del Fondo per l’Ambiente Italiano Marco Magnifico.
Una vecchia casa di corte che si affaccia su piazza Sant’Ambrogio, nel pieno centro storico di Morazzone, lasciata in eredità al Fai, insieme ad un lascito di un milione e mezzo di euro, dalla sua ultima proprietaria Marialuisa Macchi, una morazzonese che la abbandonò più di quarant’anni fa per andare a vivere a La Quiete e che è deceduta lo scorso anno.

«20 mila visitatori»

Un immobile non pregiato ma ricco di fascino, in cui il tempo si è fermato: ragnatele enormi, plafoni crollati sui letti, arredi ed elettrodomestici risalenti agli anni ’60. «Quando lo visitai per la prima volta non pensavo di accettare questa eredità - racconta il vicepresidente del Fai - poi mi sono detto che non potevamo tirarci indietro. Morazzone non è Castiglione Olona e casa Macchi non è villa Panza, ma racconta la quieta vita quotidiana della gente che ha fatto la storia vivendo nei suoi paesi».
Quella che lo storico Giuseppe Armocida chiama «l’esperienza di un vivere “benestante”, delle case con il gusto del vermouth al pomeriggio, tipica di una società vecchia da ricordare non con nostalgia ma con un certo piacere».
Ora, grazie ad un Accordo di programma che all’inizio dell’anno prossimo verrà firmato da Regione Lombardia, Comune di Morazzone e Fai, l’immobile verrà restaurato e il centro storico rigenerato. Palazzo Lombardia affiderà un milione al Fai, per gli interventi di restauro sulla villa, e un altro milione al Comune, per la riqualificazione del centro storico, con parcheggi, pavimentazione della piazza e nuovi percorsi pedonali per renderlo più attrattivo per i turisti.
«Ci aspettiamo come minimo 15-20mila visitatori, si pagherà un biglietto ma i morazzonesi entreranno sempre gratis - annuncia Magnifico - siccome si entrerà dall’ex negozio alla destra del portone, la mia idea è di metterci dentro una merceria, come quelle di una volta che oggi non si trovano più nei paesi, che farà anche da biglietteria. La speranza è che questo progetto, di riportare sangue nelle vene del centro storico di Morazzone per combattere il problema, comune a molti paesi, della morte dei centri storici, che è figlia di un modello di sviluppo economico sbagliato, possa essere un modello».

Passato, presente, futuro

L’operazione, da oltre quattro milioni complessivi, è stata “benedetta” ieri dal governatore della Lombardia Roberto Maroni, in un’affollata sala della Biblioteca, di fronte agli studenti e ai cittadini di Morazzone, ma anche a sindaci del territorio, rappresentanti di Provincia (il consigliere Giorgio Ginelli) e Regione (l’assessore Francesca Brianza).«Sono un po’ invidioso, perché case così belle a Lozza non ne abbiamo - scherza il presidente Maroni, elogiando il giovane sindaco leghista - per l’inaugurazione suggerisco a Matteo Bianchi di invitare il suo amico Vittorio Sgarbi…». Riferimento alla nota querelle sul recupero di un altro bene storico di Morazzone. Il governatore della Lombardia rimarca l’importanza di questa operazione: «Siamo una Regione orientata al futuro e all’innovazione, uno dei motori d’Europa, quella che ha il maggior numero di startup, ma non dobbiamo dimenticare la nostra storia. Possono stare insieme passato e futuro? Sì. L’altro ieri abbiamo stanziato in bilancio 30 milioni per i ricercatori, contro la fuga dei cervelli, e oggi siamo qui a Morazzone per preservare le nostre radici. Deciderà il Fai come intervenire, non vogliamo dire cosa si fa. Perché il gioco di squadra in Lombardia funziona bene».
L’assessore alla cultura Cristina Cappellini aggiunge che «le parole risuonate qui, comunità, identità e tradizione, sono musica per le mie orecchie, e sono i concetti che animano le politiche culturali di Regione Lombardia da tre anni e mezzo». «Non ero mai entrato nella casa della signorina Macchi - rivela il sindaco Matteo Bianchi - ma da assessore alla cultura ero andato a trovarla e, siccome quell’immobile è da sempre considerato prezioso per la riqualificazione del centro storico, le chiesi cosa avesse intenzione di farne. In maniera molto secca, mi disse: al sindaco e al parroco non do assolutamente niente. Con la sua lungimiranza, fece di più, coinvolgendo il Fai, che ha nelle sue corde la valorizzazione del territorio».
L’ambizione del sindaco leghista - che potrà centrare l’obiettivo strategico del suo mandato decennale, la riqualificazione del centro storico, finora frenata dalla crisi dell’edilizia che ha vanificato gli incentivi urbanistici - è quella di trasformare il centro di Morazzone «come un piccolo borgo della Toscana», creando così «un volano positivo per l’economia del territorio». Poi tutti a Casa Macchi, per un primo “open day” bagnato dal vin brulè. «Quando inaugureremo - la promessa di Magnifico - vi sfidiamo a trovare le differenze».


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