All’abbazia di Sesto  Calende va in scena la “Storia di un uomo”
L’abbazia di San Donato a Sesto Calende

All’abbazia di Sesto Calende va in scena la “Storia di un uomo”

L’opera, in musica e brani recitati, racconta la storia della figura rivoluzionaria di Gesù di Nazareth. Le musiche sono del compositore sestese Marco Bertona, in arte Berthoven

SESTO CALENDE - Nella suggestiva atmosfera dell’abbazia di San Donato a Sesto Calende sabato 1° luglio si racconterà la ‘Storia di un uomo’. È la storia dell’affascinante figura rivoluzionaria di Gesù di Nazareth, raffigurata in musica e brani recitati. Ma anche la storia di ogni uomo, che nelle parabole evangeliche può intravvedere spunti e interpretazioni per la propria esistenza, come confermano gli esecutori. A tratteggiare questa vicenda prodigiosa è il compositore sestese Marco Bertona, che scrisse le musiche nei primi anni di studio di composizione al Conservatorio di Milano.

L’opera portata in scena a Sesto è un oratorio per coro a voci dispari, flauto, organo e voce recitante. «Si tratta della messa in scena in forma di oratorio del repertorio originale con il quale il coro locale dell’Abbazia di san Donato ha animato la messa domenicale alla fine del secolo scorso - spiega Bertona, che scherzosamente si firma Berthoven - Le canzoni di musica sacra, nate anche per uso liturgico, sono intercalate dalla lettura di brani del Vangelo ad esse collegati al fine di percorrere in pochi passi la vita di Gesù, dall’annuncio a Maria alle apparizioni post Resurrezione».

Le musiche sono sue; i testi delle canzoni sono di Raimondo Porceddu, poeta di Gorla Maggiore. «L’intenzione di questo lavoro fu la realizzazione di nuovi canti per uso liturgico con moderne relazioni armoniche tra i suoni, senza elementi ritmici propri del rock ma conservando la cantabilità della linea melodica principale nonostante la nuova armonia su cui si basa questa opera». La messa in scena in seconda esecuzione assoluta dell’opera (la prima risale al 1993) sarà effettuata dal coro Pieve del Seprio diretto dal M° Matteo Magistrali. Al flauto Stefania Bai, all’organo Anna Milani, voci recitanti Tiziana Mazzon e Gian Paolo Pirato. Regia di Gian Paolo Pirato e Marco Bertona. Il compositore sestese è noto nell’ambiente musicale per la sua ecletticità. Si è diplomato in composizione presso il conservatorio G. Verdi di Milano sotto la guida dei maestri Lorenzo Ferrero e Angelo Bellisario, e in seguito si è perfezionato con i maestri Alessandro Solbiati, Mauro Bonifacio. È stato allievo effettivo dei corsi di composizione e musica per film tenuti dal M° Azio Corghi e dal M° Luis Bacalov all’Accademia Chigiana di Siena con borse di studio e diploma d’onore per il corso di musica per film. Dal 1993 ha inizio la sua intensa attività compositiva. Dal 2000 è stato premiato in 10 concorsi internazionali di composizione. Tra i lavori di maggior rilievo artistico ricordiamo il brano Genesi per orchestra vincitore del concorso Giovani per il Giubileo indetto dai Pomeriggi musicali di Milano (2000).


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