«Burocrazia killer. Ma un aiuto c’è»
A febbraio di quest’anno si è presentato l’obbligo di iscrizione all’Albo delle imprese artigianali per poter continuare ad operare sul territorio svizzero (Foto by Archivio)

«Burocrazia killer. Ma un aiuto c’è»

Italia-svizzera - La Pontevia e la mano di Confartigianato: «Gli elvetici pretendono ma sanno riconoscere»

«La burocrazia è solo una scocciatura» racconta Lidia Cerini della Pontevia Serre Srl, impresa di carpenteria metallica di Casalzuigno che produce serre, tunnel, garden, coperture, giardini d’inverno, magazzini e persino hangar che lavora da più di 30 anni con la Svizzera «dove facciamo circa il 50% del fatturato totale dell’azienda»: e quando a febbraio di quest’anno si è presentato all’improvviso l’obbligo di iscrizione all’Albo delle imprese artigianali per poter continuare ad operare sul territorio svizzero si è rimboccata le maniche per mettere insieme la miriade di scartoffie richieste.
«Abbiamo deciso di affidarci al servizio messo a disposizione da Confartigianato Imprese Varese» spiega Cerini, perché il compito non era certo facile. Entrata in vigore dal primo di febbraio la Lia (Legge Imprese Artigiane) ha infatti portato con sé moltissimi dubbi e qualche preoccupazione per tutte le 5 mila imprese artigiane, micro e piccole imprese e agli oltre 10 mila lavoratori lombardi che varcano il confine per andare a portare la loro professionalità e il loro lavoro in Svizzera. Entro il 31 luglio infatti tutte le imprese italiane della filiera Casa (dagli edili, agli impiantisti, idraulici ed elettrici) che operano o vogliono operare sul territorio ticinese, devono presentare l’iscrizione all’Albo: un obbligo in più, che si aggiunge a quelli già esistenti per poter lavorare in Svizzera, un nuovo balzello sul quale Confartigianato Imprese Varese ha lavorato molto arrivando ad ottenere risultati importanti: «Dal Canton Ticino arrivano buone notizie per le imprese artigiane dopo mesi di incertezze, battaglie, polemiche anche roventi, prese di posizione forti come quella di Confartigianato Imprese Varese e rincorse per mettere le aziende varesine nella condizione di poter continuare a lavorare oltreconfine» spiega Confartigianato Varese.
E la prima riguarda il portafoglio delle imprese artigiane: «Stando a quanto riportato nei giorni scorsi dal Giornale del Popolo, il Governo cantonale sarebbe pronto a ridurre l’importo richiesto per procedere all’iscrizione all’Albo Legge Imprese Artigiane (LIA), attualmente quantificato in duemila franchi e ritenuto da molti eccessivamente elevato». Dal primo febbraio a oggi, le imprese iscritte all’Albo Lia sono già arrivate a quota 1.600 e proprio in questi giorni è arrivata anche l’attesa iscrizione della Pontevia di Casalzuigno: «Dopo tanto lavoro e così tante referenze l’accettazione della domanda mi sembra un riconoscimento della nostra professionalità» sottolinea Cerini che aveva presentato la domanda il 24 maggio scorso «l’obbligo di iscrizione non ci ha spaventati perché sappiamo, per esperienza, che le autorità svizzere sono molto attente ai particolari».


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