Crisi idrica in Lombardia: «Vicino lo stato di calamità»
Gli emissari dei grandi laghi prealpini come il Ticino sono osservati speciali

Crisi idrica in Lombardia: «Vicino lo stato di calamità»

Bacini al di sotto della media del 35 per cento

Siccità: il presidente Alessandro Folli di URBIM Lombardia – l’Unione regionale che associa tutti i Consorzi della Lombardia – sta valutando di chiedere al presidente Roberto Maroni e all’assessore al Territorio Viviana Beccalossi lo stato di calamità naturale. Nei giorni scorsi si è svolto l’incontro dell’Osservatorio Permanente per gli utilizzi idrici nel distretto idrografico del fiume Po, che ha riunito attorno allo stesso tavolo - coordinato dall’ingegner Picarelli dell’Autorità di Bacino - i rappresentanti dei principali utilizzatori delle acque a fini civili, irrigui ed elettrici.

Durante la riunione, seguita da URBIM Lombardia in teleconferenza dal Palazzo della Regione, è stato fatto il punto sulla situazione delle riserve idriche e sui possibili sviluppi. I resoconti forniti dalle Arpa delle Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto hanno evidenziato, insieme con la gravità della situazione, come la quasi totalità delle riserve idriche sia attualmente stoccata nei grandi laghi prealpini, che stanno incamerando il contributo fornito dal rapido scioglimento delle nevi e contemporaneamente stanno rilasciando acqua nei fiumi emissari.

Per quanto riguarda la Lombardia la disponibilità complessiva della risorsa idrica è calata di un ulteriore 18% rispetto all’11 giugno scorso attestandosi ben al di sotto del valore medio del periodo 2006-2015 (-35%) e molto vicino (+12%) al valore dell’anno critico di riferimento (2007).

I bollettini meteo sono tuttavia concordanti nel prevedere una fase più perturbata fino a giovedì, con precipitazioni probabilmente consistenti che potrebbero anche raggiungere le zone di pianura. URBIM Lombardia ha portato all’attenzione del tavolo la dichiarazione del presidente Alessandro Folli, che sottolinea l’estrema criticità della situazione che ha già portato i Consorzi di Bonifica a razionalizzare l’acqua e ad organizzarsi per attuare, in caso di perdurante siccità, il doppio turno per l’irrigazione, e la segnalazione giunta dal Consorzio di Bonifica Chiese, dove l’approvvigionamento dal Chiese sarà possibile solo fino al 10 luglio. L’Osservatorio ha raccolto tutte le criticità emerse durante l’incontro, confermando il perdurare della fase di criticità, elevata per l’Emilia Romagna che ha avviato la richiesta di stato di calamità naturale, e media per le rimanenti Regioni.

In conclusione l’AdBPo ha affermato che nel prossimo periodo, perdurando gli attuali livelli del Po, non verranno proposte misure di riduzione dei prelievi, ma ha raccomandato l’adozione di azioni e procedure per ottimizzare l’uso dell’acqua in vista del proseguimento della stagione estiva. La prossima riunione dell’Osservatorio è convocata per il 28 giugno. Si chiede ai Consorzi lombardi di segnalare con tempestività situazione e problemi.


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