Hotel o casa di riposo? La procura sequestra l’albergo degli anziani
Per gli inquirenti più che un albergo quella di Cuveglio è una casa di riposo sotto mentite spoglie

Hotel o casa di riposo? La procura sequestra l’albergo degli anziani

Sono stati sgomberati 12 ospiti

Sigilli all’albergo San Giacomo di Cuveglio: la struttura ricettiva è stata messa sotto sequestro ieri dai carabinieri della stazione di Cuvio su ordine dell’autorità giudiziaria.
Sgomberati i 12 ospiti presenti al momento dell’accesso: sul posto presente anche Ats in qualità di soggetto tecnico che ha provveduto alla ricollocazione degli ospiti in strutture adeguate. A far scattare i sigilli sarebbe stata un’inchiesta aperta per verificare l’effettiva ragione della struttura.
Per la proprietà, infatti, si tratta di un albergo, una normalissima struttura ricettiva e residenziale pensata per incontrare le esigenze della terza età ma sempre nell’ambito della vocazione alberghiera. «Come ad esempio accade in Liguria» spiega la proprietà.
Un albergo, dunque, nulla più di quello, come effettivamente se ne vedono in diverse parti d’Italia. Una struttura che sceglie una fascia di mercato alla quale rivolgersi: esistono, ad esempio, le strutture per famiglie, organizzando il servizio per incontrare le esigenze del target prescelto. Secondo gli inquirenti, invece, si tratterebbe di una struttura assistenziale per anziani. Una vera e propria casa di riposo sotto mentite spoglie, insomma.
Ed è questo il punto che la magistratura varesina sta accertando attraverso l’indagine in corso. Secondo l’ipotesi in corso di accertamento, la struttura invece avrebbe operato (ma gli accertamenti sono tuttora in corso) come residenza assistenziale per anziani senza però essere in possesso delle necessarie autorizzazioni e dei permessi dovuti secondo normativa.
Con l’attuale società che gestisce la struttura, da qualche anno, collabora anche una cooperativa onlus che si occupa di assistenza alle persone. La proprietà rigetta ogni ipotesi di irregolarità: «si precisa che le 25 persone attualmente ospitate hanno dai 50 anni a salire.
Sono tutte persone autosufficienti nessuna delle quali affetta di disabilità. Non comprendiamo dunque l’accaduto». Nelle prossime ore la società che gestisce la struttura potrebbe già depositare un ricorso contro il sequestro posto in essere nella giornata di ieri.


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