I vandali della Via Crucis? Quattro ragazzi tutti denunciati

I vandali della Via Crucis? Quattro ragazzi tutti denunciati

Giovanissimi (due addirittura minorenni) sono i responsabili, ora puniti, dell’atto che ha scosso la comunità

GEMONIO - Vandalismi alla Via Crucis della chiesa di San Pietro: presi i teppisti. Sono quattro giovanissimi: due ragazzi e due ragazze. Queste ultime addirittura minorenni di 14 e 15 anni. I complici sono ventenni. Tutti residenti nella zona di Besozzo.

A loro i carabinieri della stazione di Cuvio sono arrivati grazie a telecamere e cellulari. Il fatto risale alla notte tre il 31 ottobre e il primo novembre. Il gruppetto ha imbrattato con delle bombolette spray quattro delle cappelle della Via Crucis con scritte blasfeme e insulti. Subito era apparso chiaro che si era trattato di un atto vandalico fine a se stesso. Nessuna dietrologia. Nessun adoratore del diavolo dietro al gesto. Soltanto molta stupidità. I carabinieri avevano trovato bottiglie di birra in zona. E alcuni testimoni avevano segnalato di aver sentito schiamazzi da parte di qualche ragazzino. L’area è videosorvegliata. Il sindaco, Samuel Lucchini aveva detto: «La comunità è rimasta colpita e sconvolta per questi atti incivili di qualche imbecille che non ha rispetto né per il senso religioso, né per quello civico e neppure per quello artistico. Non dimentichiamoci, infatti, che San Pietro oltre a essere un amato luogo di culto è anche Monumento Nazionale. Ora gli sviluppi del caso sono in mano a Carabinieri e Polizia Locale e sono fiducioso che presto avremo notizie in merito».

I militari si sono messi subito al lavoro. Sono state scandagliate le telecamere di video sorveglianza alla chiesa, che avevano mostrato poco più di movimenti di alcune ombre che con bombolette spray scrivevano sui monumenti religiosi, per poi sparire. A queste immagini sono poi state incrociate quelle delle telecamere che fotografano le targhe di tutte le auto che transitano dalla zona: è bastato interpolare questi dati per stringere il cerchio e dare un nome e un cognome ai sospetti. Sul cellulare di uno dei ventenni sono state trovate immagini scattate ai giornali che riportavano la notizia dell’atto vandalico oltre a screenshot dei commenti, affatto benevoli, comparsi sui social network in relazione all’accaduto. Non solo: i due ventenni si sono scambiati anche messaggi su whatsapp in relazione all’accaduto. Credevano di fare gli “splendidi”: si sono incastrati con le loro mani. Tutti e quattro i vandali sono stati denunciati per danneggiamento: le due minorenni sono state accompagnate in caserma dai genitori. Soddisfatta la comunità: «Adesso - suggeriscono in tanti sugli stessi social network che i due ventenni seguivano tanto - oltre alla condanna, oltre al risarcimento, come pena accessoria facciamogli ripulire quello che hanno fatto. E magari anche qualche altro angolo del paese, così capiranno».

Soddisfatto anche il primo cittadino: «La videosorveglianza ha funzionato. Grazie ai carabinieri per il lavoro svolto». La Via Crucis è decorata con le formelle realizzate negli anni Ottanta da Albino Reggiori, fortunatamente risparmiate. Nessuno degli “schizzi” dei vandali ha raggiunto le opere ma questo non rende meno grave l’accaduto. Il vandalismo era stato scoperto il primo novembre dai fedeli arrivati per la messa delle 8.30 alla chiesa.


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