Il professore e lo specialista. Botte da orbi tra vicini di casa

Il professore e lo specialista. Botte da orbi tra vicini di casa

In aula i rapporti tesi tra due persone più che distinte. Uno dei due finì in ospedale

Professore picchia medico specialista: botte da orbi tra vicini di casa “altolocati”. I rapporti di cattivo vicinato sono un fenomeno trasversale: possono radicarsi ovunque con esiti imprevisti e talvolta violenti anche se i litiganti sono distinti professionisti dal profilo insospettabile.
È accaduto in questo caso, almeno secondo la procura di Varese, che a processo per lesioni e minacce ha spedito un insegnante di educazione fisica e allenatore di basket conosciuto anche a livello nazionale e la gentil consorte.

Briciole come macigni

Vittime della presunta aggressione sono una coppia di coniugi altrettanto distinta: in particolare lui, che secondo l’accusa ha subito lo sfogo fisico del vicino finendo in ospedale, è un medico specialista che lavora e opera in un ospedale piemontese.
La vicenda nasce purtroppo come nascono tutte queste vicende che, talvolta (e la cronaca ce lo insegna) possono trasformarsi in tragedie devastanti. Oggi è quel vaso di fiori che mi ostruisce il passaggio, domani è il terriccio che cadendo dal tuo balcone ha sporcato il mio. Poi arrivano i rumori molesti, le briciole sul terrazzino che sembrano macigni, l’auto in sosta dove in sosta non dovrebbe stare. Iniziano i malumori dentro le mura domestiche: lui è un maleducato, lei è una cafona. Quella mi ha fatto un dispetto, lui mi ha tagliato la strada con l’auto e l’ha fatto di certo apposta. Sino a quando il bubbone scoppia, il livore attraversa la soglia di ciascuna casa e iniziano gli insulti.

L’aggressione

Insulti che vedono protagonista, stando al capo di imputazione, la consorte del professore che, nel tempo, avrebbe appellato i vicini con un «bastardi ci avete sporcato il balcone», supportata dal marito arrivatole in soccorso con un (offensivo del decoro e dell’onore) «bastardo pedofilo hai venduto tua figlia ai pedofili». Un macigno che nel maggio 2009 sfocia in un’aggressione descritta come estremamente violenta dal medico. Il professore gli avrebbe tagliato la strada con la macchina per farlo scendere dall’auto, poi avrebbe iniziato a picchiarlo con furia. Un colpo alla schiena, colpi d’arte marziale al corpo oltre a un pugno alla gola che ha letteralmente tramortito il medico.
Questi i tratti salienti della testimonianza della presunta vittima che in aula ha dichiarato: «Mi sono ritrovato coperto di sangue». Sempre secondo quanto agli atti non pago il docente sarebbe poi saltato in auto e al grido di «ti ammazzo, ti ammazzo» si sarebbe mostrato pronto ad investire il vicino salvo poi essere fermato dalla moglie. Il medico visitato in ospedale a Luino era stato dimesso con 10 giorni di prognosi. «Diventati 60 – ha detto Corrado Viazzo, che difende il docente – dopo una seconda visita nell’ospedale dove il medico lavora».


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