L’uomo che pulisce il lago: «Così è più bello il mio paradiso»

L’uomo che pulisce il lago: «Così è più bello il mio paradiso»

La storia - L’autista di autobus Daniele Conversano nel tempo libero, da solo, raccoglie i rifiuti a Luino

LUINO - Daniele Conversano, 41 anni, padre tarantino madre parigina, nato e cresciuto in Puglia, una lunga permanenza a Bologna da sei anni residente a Dumenza. Lavora come autista di bus per le Autolinee Varesine. Nel tempo libero ripulisce il lungolago di Luino dai rifiuti. Capiamoci: nessuno glielo ha chiesto o lo ricompensa per questo. E lui non ha chiamato i giornali per essere celebrato come paladino della civiltà. Anzi quando lo abbiamo contattato, dopo aver intercettato un suo post su Facebook per caso la prima risposta è stata: «Non faccio niente di straordinario. Semplicemente raccolgo i rifiuti che trovo sul lungo lago e li butto nel cestino». Semplicemente.

Semplicemente

Daniele compie questa sua opera di pulizia dalle due alle tre volte a settimana. In ogni occasione raccoglie un bidone intero di rifiuti gettati fuori e dentro il lago. Poi smista l’immondizia e la butta via. Semplicemente. Partendo dal presupposto che altri, invece, quella stessa immondizia l’hanno abbandonata incuranti di tutto, la domanda è: perchè? In fondo basterebbe gettare i propri rifiuti in un bidone per sentirsi in pari con civiltà e natura. Raccogliere ciò che gli altri abbandonano è un credito extra. Perchè, dunque? «Il capolinea di Luino si affaccia sul lago Maggiore - spiega Daniele. - Sono passati sei anni da quando ho appoggiato gli occhi per la prima volta su questa meraviglia blu circondata dalle montagne. E a ogni fine turno, quando lascio l’autobus per tornare a casa, ancora mi sorprende per tanta bellezza. La prima volta che ho visto il lago ho pensato: è bellissimo, certo qui ne avranno tutti cura». Ma non è così. «Ho iniziato a farci il bagno e in tanti mi dicevano: tu sei matto. L’acqua è sporca. E allora ho pensato di iniziare, nel mio piccolo, a ripulire quell’incuria». Tre volte a settimana, quando il lavoro glielo consente, Daniele percorre a piedi il lungo lago raccogliendo di tutto. Sacchetti di patatine, carte di gelato, bottiglie di birra «ma soprattutto tanta, tantissima plastica». Bottiglie grandi o piccole, piatti di carta, e imballi. Tutti rigorosamente di plastica. «Oggi tutti sanno quanto la plastica sia dannosa - spiega Conversano - non è biodegradabile, inquina moltissimo, e spesso è letale per la fauna. Chi la abbandona non ha nemmeno la scusa dell’ignoranza: con tutte le campagne informative che ci sono, se la abbandoni è perchè sei un incivile menefreghista. Così ho iniziato a raccogliere e buttare i rifiuti che trovavo sul mio cammino. Aggiungo che molte persone che solcano in barca queste acque scaricano la loro immondizia in acqua». Immondizia da terra e da lago, dunque. Due fronti. «Ho trovato persino delle lamette - spiega Daniele - che sono estremamente pericolose».

Più attenzione

Lui raccoglie e butta. Raccoglie e butta. «Servirebbe più attenzione anche da parte delle istituzioni - spiega - iniziare a multare chi si comporta così sarebbe un ottimo deterrente. Vedo ragazzini che gettano di tutto per terra sotto gli occhi dei genitori che non battono ciglio. E penso che forse non c’è via d’uscita perché questi ragazzi cresceranno e educheranno i loto figli alla maleducazione, così come sono stati abituati loro». E Daniele, così, ha fatto la sua scelta. «Non voglio essere uno che si lamenta, inveisce, e poi non fa niente - conclude - è per questo che due, tre volte a settimana faccio queste mie passeggiate, o anche bagni, di pulizia. Non mi costa nulla e faccio qualcosa per questo luogo stupendo».


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