Moscatelli chiede la scarcerazione. «Mi ha aggredito e mi sono difeso»
La decisione dei giudici del Riesame di Milano è attesa nelle prossime ore (Foto by Archivio)

Moscatelli chiede la scarcerazione. «Mi ha aggredito e mi sono difeso»

Orino - Il presidente della Pro Loco è comparso davanti ai giudici del Riesame

«Mi sono soltanto difeso. Fu lui ad aggredirmi. L’ho portato in ospedale per salvarlo». Marco Moscatelli, 40 anni, di Orino, presidente della Pro Loco celebre per le coltivazioni di canapa avviate nel 2015, assistito dagli avvocati Jacopo Maioli e Carlo Alberto Zaina, è comparso davanti ai giudici del Tribunale di Riesame di Milano chiedendo di essere scarcerato. Moscatelli è accusato di tentato omicidio.
I giudici dovrebbero sciogliere la riserva a ore. Moscatelli ha ribadito di essersi difeso e di non aver mai voluto uccidere il socio finito in ospedale con ferite da arma da taglio alle braccia e al collo.

I fatti lo scorso 26 aprile

I fatti sono avvenuti lo scorso 26 aprile a Orino, nella sede della ditta di Moscatelli e socio. A scatenare la lite, avvenuta nella sede di una delle aziende che vedono soci i due coinvolti, sarebbero proprio ragioni collegate alla realtà lavorativa. Questioni connesse non alla ditta dove è avvenuto l’accoltellamento, ma ad altre società. I dettagli non sono ancora stati chiariti del tutto.Moscatelli, che abita sopra la sede della ditta di via Battisti, sarebbe stato raggiunto dal socio che già era furioso. L’uomo, gaviratese di 32 anni, a quanto pare gridava ed era furibondo. Moscatelli lo avrebbe accolto cercando di calmarlo. Ne sarebbe scaturito un diverbio entro il quale, stando a quanto ricostruito da Moscatelli davanti ai carabinieri del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Luino e dei colleghi delle stazioni di Cuvio e Laveno Mombello, il socio ad un certo punto avrebbe aggredito fisicamente il presidente della Pro Loco colpendolo cinque volte alla gamba con un cacciavite. Cacciavite che effettivamente i militari hanno trovato nella ditta tutto sporco di sangue. Moscatelli, ferito (la sua prognosi fu di sette giorni) si sarebbe difeso.

Colpi reciproci

Nella colluttazione i due sarebbero caduti a terra e a quel punto, dopo aver trovato un taglierino Moscatelli, avrebbe colpito il socio alla cieca per difendersi. I fendenti hanno raggiunto il trentaduenne al collo. Moscatelli a quel punto, resosi conto che la situazione era grave, ha caricato il socio in auto trasportandolo all’ospedale di Cittiglio. Moscatelli non voleva scaricarlo alla meglio; sarebbe stato il socio a scendere dalla macchina tanto che Moscatelli (e c’è la registrazione) ha chiamato il 118 chiedendo l’intervento di un’ambulanza in soccorso del trentaduenne. I due sono arrivati insieme in ospedale. Opposta la versione del trentaduenne. Sarebbe stato Moscatelli ad aggredirlo, buttandolo in auto e sbagliando strada per l’ospedale nella speranza che lui morisse e accoltellandolo anche mentre si trovavano in auto. Ora la parola va ai giudici del Riesame.


© RIPRODUZIONE RISERVATA